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Sos fertilità, nasce una fondazione a sostegno

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FAMIGLIA. Nel 2016 sono  nati  470 mila bambini: 20 mila in meno del 2015, e 100 mila in meno del 2010. Una coppia su cinque in Italia ha difficoltà a procreare per vie naturali. È anche per far fronte a questo drastico calo di nascite che nasce la prima Fondazione italiana a sostegno della fertilità. Una organizzazione di centri nazionali pubblici e privati nel campo della procreazione medicalmente assistita, nata con l’obiettivo di contribuire alla lotta contro la sterilità umana, promuovendo studi e ricerche e valorizzando il rapporto con i pazienti: è la Fondazione di Partecipazione PMA Italia, presentata di recente a Firenze.

Il progetto

Si tratta di un progetto  volto a trasformare lo scenario della Medicina della Riproduzione nel nostro Paese a beneficio sia degli operatori che dei pazienti. Scopo principale della Fondazione è divenire l’interlocutore di riferimento per tutti i Centri di PMA sia per gli aspetti tecnici che per quelli scientifici. Attraverso l’innovativo strumento della “Fondazione di partecipazione” per la prima volta i centri di PMA pubblici e privati (già 37 hanno aderito) faranno parte di una medesima organizzazione allo scopo di collaborare nell’elaborazione di azioni e strategie comuni per migliorare gli standard di qualità e di efficacia delle tecniche di PMA, valorizzare i rapporti con i pazienti, contrastare le cause di infertilità umana e tutelare gli interessi degli operatori della PMA. «Invero la medicina della riproduzione – precisa Gianni Baldini, Direttore della Fondazione - per effetto di un complesso di fattori come la scelta procreativa sempre più tardiva, stili ed abitudini di vita scorretti, problematiche di infertilità in aumento, e altre concause, assumerà un rilievo sempre maggiore in futuro. Si calcola che la già preoccupante percentuale del 20% di giovani coppie che presenta problemi di infertilità sia destinata nel giro di pochi anni ad aumentare ulteriormente, rendendo la PMA una soluzione obbligata per realizzare un proprio progetto genitoriale per una significativa parte della popolazione». 

I numeri in Italia
Questo, in un Paese che sta vivendo un vero e proprio minimo storico: l’Italia è tra i Paesi in Europa dove nascono meno bambini (1,39 per donna nel 2013) e tra quelli dove l’età media delle donne al primo parto supera i 30 anni; a questo ritmo, nel 2022 ci saranno in Italia 4.000 classi di prima elementare in meno rispetto a oggi.  In un panorama di questo tipo, l’apporto delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita è significativo e la loro rilevanza non può essere negata, considerando che un bambino su cinquanta viene al mondo grazie a questo tipo di trattamenti. Tra le cause, anche la crescita dell’infertilità: su 10 coppie il 20% circa (una su cinque) ha difficoltà a procreare per vie naturali (20 anni fa la percentuale era circa la metà); circa il 40% delle cause di infertilità riguardano prevalentemente la componente femminile, l’altro 40% riguarda la componente maschile ed un 20% invece è di natura mista. Alla luce dell’aumento della necessità di questi trattamenti, lo standard europeo prevede che gli stati debbano garantire 1500 cicli ogni milione di abitanti, numero che nel nostro Paese ancora non è stato raggiunto.

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