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No Tav: s’indaga sui falò e per la “passeggiata”

Torino/No Tav

CHIOMONTE La Digos sta investigando per identificare i manifestanti che sabato, in occasione della marcia No Tav in Val di Susa, hanno causato l’interruzione della circolazione sull’autostrada A32 dopo aver incendiato, intorno a mezzanotte, quattro pneumatici all'imbocco della galleria Prapotin (Bussoleno), in direzione Bardonecchia. Il traffico è rimasto bloccato per 20 minuti. Accertamenti in corso anche su quella cinquantina di attivisti che, staccatisi dal corteo principale, hanno dato vita a una “passeggiata” fra i boschi, partendo dall'abitato di Giaglione, verso la zona del cantiere Tav e che hanno raggiunto il “Campo delle Bandiere”. Un percorso quasi interamente interdetto al transito da un'ordinanza del Prefetto.

La maggior parte dei 200 manifestanti ha  invece seguito la strada principale: partiti da Venaus, hanno raggiunto il campo sportivo di Giaglione e, violando l’ordinanza del Prefetto di Torino del 6 luglio 2017 - che stabilisce il divieto di transito sulla strada comunale Giaglione-Chiomonte -, si sono avvicinati alle barriere collocate per impedire l’avvicinamento al cantiere di Chiomonte.

Ieri, gli attivisti hanno criticato il sindaco di Giaglione per l'ordinanza del “divieto di transito”. «Dopo l’ordinanza del prefetto e quella del sindaco - ha scritto sui social Francesca Frediani, consigliere regionale M5S, valsusina - la prossima volta aspettiamo quella del parroco? La Clarea è in Italia... nel caso qualcuno l'avesse dimenticato». METRO

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