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Servillo: Perché Battisti è un autore universale

Peppe Servillo

ROMA Omaggio in chiave jazz a Lucio Battisti domani ore 21 alla Casa del Jazz. Sul palco con Pensieri e Parole, riletture di brani del grande artista di Poggio Bustone, Peppe Servillo con Mattia Barbieri, Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Rita Marcotulli e – direzione musicale – Javier Girotto.

Servillo, come nasce il progetto su Battisti?
È il 3° capitolo dopo quelli che abbiamo realizzato su Modugno e Celentano. Abbiamo voluto coniugare  il linguaggio dell’improvvisazione con la canzone d’autore e popolare e quindi sposare il linguaggio del jazz con la nostra tradizione musicale e questo dà vita a qualcosa di contemporaneo.

Cos’hanno rappresentato per lei le sue canzoni?
Mi ha sempre interessato la chiave lirica di Battisti, che pur essendo nato nel periodo di grande diffusione della musica inglese e americana, ha saputo affermare una sua identità originale e personale

Qual è il periodo che di Battisti le piace di più?
Mi piace tutto, nell’arco dei 16 brani che eseguiremo abbiamo cercato di riproporre anche cose meno note.

Le canzoni di Lucio si prestano a una rilettura jazz?
Il lavoro di Girotto, che ha arrangiato i brani, è molto caratterizzato dal suo modo di approcciarsi alla musica, si sente l’anima latina, ma abbiamo  rispettato  Battisti, non abbiamo stravolto i testi. Lui è un autore universale, aveva un modo di cantare molto particolare e ha saputo dare vita a un nuovo repertorio della canzone italiana.

Girotto è stato vittima nei giorni scorsi di una brutale aggressione da parte di un tassista: riuscirà a prendere parte al concerto?
Assolutamente sì, perché il nostro è un progetto condiviso e che va avanti da tre capitoli, c’è molta complicità tra di noi. E questo live ci aiuterà a dimenticare lo spiacevole episodio.

 

STEFANO MILIONI

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