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Per la pensione, nel 2051 bisognerà avere 70 anni

Istat

ROMA  Sulla base degli scenari demografici elaborati dall’Istat nel 2051 si potrà andare in pensione a quasi 70 anni. Lo ha spiegato il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nell’audizione sulle due proposte di legge costituzionale a modifica dell’articolo 38 della Costituzione. Secondo la dinamica demografica del Paese, ha detto Alleva, «dai 66 anni e 7 mesi, in vigore per tutte le categorie di lavoratori dal 2018, si passerebbe a 67 anni a partire dal 2019, quindi a 67 anni e 3 mesi dal 2021. Per i successivi aggiornamenti, a partire dal 2023, si prevede un incremento di due mesi ogni volta. Con la conseguenza che l’età pensionabile salirebbe a 68 anni e 1 mese dal 2031, a 68 anni e 11 mesi dal 2041 e a 69 anni e 9 mesi dal 2051». «Nel 2015 - ha spiegato Alleva - sono state erogate 741 mila pensioni in meno che nel 2009 (-3,1%, ndr)». Sul lavoro, però, c’è un paradosso. «L’occupazione atipica al primo lavoro è diffusa anche per titoli di studio secondari superiori o universitari e cresce all’aumentare del titolo, essendo pari al 21,2% per chi ha concluso la scuola dell’obbligo e al 35,4% per chi ha conseguito un titolo di studio universitario», ha spiegato. E riguarda anche le mamme: «tra le donne il 41,5% delle occupate con lavoro atipico è madre». 

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