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Il marziano può attendere

Maurizio Zuccari

L'OPINIONE Era di maggio, un anno fa, quando Stephen Bassett, direttore del Paradigm research group, lobby che da vent’anni preme sul Pentagono perché dica tutto ciò che sa sulla vita aliena e sul “grande complotto” che la terrebbe celata ai più, dichiarava che a fine mandato Obama avrebbe infine rivelato la verità. E in campagna elettorale la Clinton, per bocca del suo portavoce John Podestà, aveva promesso che in caso d’elezione si sarebbe desecretato il materiale sugli Ufo, dall’Area 51 all’incidente di Roswell. Una promessa fatta pure da Kennedy, prima di fare la fine che ha fatto. Già nel 2013 il premier russo Medvedev, a Davos, aveva chiesto al suo omologo statunitense di dire tutta la verità al mondo, altrimenti ci avrebbero pensato i russi. Il comunicato di Anonymous nel quale si dichiarava la Nasa prossima a dire finalmente la verità ha sollevato un certo scalpore ma non è certo il solo a tirare in ballo gli alieni. «Non ci sono annunci imminenti riguardo alla vita extraterrestre da parte della Nasa». Thomas Zurbuchen, responsabile della direzione delle missioni, ha smentito le sue dichiarazioni, fatte al Congresso Usa ad aprile. Un’altra bufala, o fake news, quindi. L’ennesima sul fantastico mondo degli alieni. 

È dalla fine degli anni ‘40 che i marziani sui loro dischi volanti gli Ufo, o Ovni (Oggetti volanti non identificati),  impazzano mediaticamente e sociologicamente. Senza contare avvistamenti e fatti strani di cui sono piene le cronache dall’antichità, per la gioia dei cultori della materia. Ogni poco si moltiplicano gl’imbufalimenti, i ballon d’essai ritratti o persi nel vuoto. Come se si stesse viavia preparando la pista all’atterraggio marziano, alla gran novità. A credere negli Ufo, tanto per fare due nomi di comprovata scienza in casa nostra, era la buonanima d’Enrico Fermi ed è l’astronauta Umberto Guidoni. Due del mestiere, insomma. Del resto, perché solo la nostra povera Terra – un puntolino sperso nell’immensità dell’universo – dovrebbe essere viva e vegeta, e il resto dell’infinito traboccare di niente? Amenità terrocentriche, probabilisticamente vacue come la pacifica convivenza in Terrasanta. Da decenni riempiamo lo spazio d’amenità e vociate alla ricerca della prova che non siamo soli, spendendo centinaia di milioni l’anno. 
In questo gran gracchiare, in questo cicaleccio universale, prima o poi qualcuno ci risponderà. E speriamo di non finire come il grillo parlante alla martellata di Pinocchio che lo zittisce.

MAURIZIO ZUCCARI
Giornalista e scrittore

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