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Il terremoto mappato dal cielo in 3D

Terremoto in 3D
NUOVE TECNOLOGIE

Roma - Era un giorno di novembre quando un aereo sorvolò il cielo di Norcia. Non era un aereo come gli altri, ma un Cessna che portava una tecnologia innovativa a livello mondiale e in pochi mesi, a marzo, ha potuto realizzare una mappa in 3D del territorio, uno dei più devastati dal terremoto, e aiutare quindi le amministrazioni locali a coglierne precisamente i bisogni e le esigenze. 

Il progetto è stato realizzato con rilievi aerofotografici, dalla società austriaca Terra Messflug, con il sostegno di ENGIE, player mondiale dell’energia, e ha consentito il monitoraggio di un'area di 100 ettari nel territorio, incluse la Basilica di San Benedetto, la Chiesa di Santa Maria Argentea, sino ai piani di Castelluccio. 

La zona è stata sorvolata ripetutamente, senza il supporto di personale presente sul campo. Successivamente è stato possibile effettuare una modellazione in 3D secondo coordinate planimetriche reali.  Il risultato ottenuto è stato, quindi, non solo una ricostruzione in 3D virtuale ma la disponibilità di immagini misurabili attraverso dati geometrici reali. Ciò permette di ricavare informazioni, oltre che dei terreni e tetti, anche delle facciate degli edifici, con una visione complessiva e dettagliata terra-aria; si possono inoltre misurare distanze e altezze con precisioni centimetriche e stimare i danni in modo accurato, per confrontare la situazione anteriore con quella post-evento. 

Ma il progetto non nasce per le zone terremotate. 

Cristina Tomassini è direttore marketing e innovazione di Engie Italia: «L’utilizzo prioritario è per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare dei comuni. A Milano seguiamo 500 strutture della Pubblica amministrazione – dice a Metro– Riusciamo così a mappare i consumi ed è un modo per i comuni di ottenere vantaggi sia economici che ambientali. È uno strumento che serve per agire, per far prendere delle decisioni ai comuni». Sono numerose le città che si servono di questa tecnologia? «Sempre di più – dice – i comuni stanno diventando sensibili al tema del consumo energetico. E non solo le piccole realtà, ma anche le grandi città come appunto Milano e anche Roma».

Quando ci fu il terremoto fu automatico per la squadra di Engie pensare che quelle attrezzature sarebbero state utili: «Chiaramente abbiamo dovuto dialogare con amministratori presi da mille problemi. Eppure con Norcia siam riusciti ad andare in porto con un progetto che sicuramente sarà d’aiuto nella fase della ricostruzione».

STEFANIA DIVERTITO

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