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Come il referendum ma sei mesi dopo

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Il voto che cambia, ha titolato Metro. Poco, aggiungiamo noi. Il ballottaggio delle amministrative è una riedizione del referendum del 4 dicembre. Un blocco di opposizione (centrodestra, grillini) contro il Governo. Non contavano marciapiedi e sopraelevate. Dentro il centrosinistra c'è stato il resto. La campagna contro Renzi della sinistra-sinistra ha mandato in tilt la tradizione. Cioè la vittoria secca dei candidati di sinistra contro quelli della destra. Non è andata così. Troppo il rancore e l'acredine verso l'ex Sindaco di Firenze: le critiche della minoranza Pd contro il Governo erano più accese, nervose e cattive che quelle del Salvini di turno. I fuoriusciti dal Pd, gli altri sparsi intorno, non sono andati a votare facendo pendere la bilancia contro il candidato che, una volta vittorioso, sarebbe andato in quota alla leadership renziana. 

Non ci sarà né Pisapia, né Prodi che saranno in grado di incollare la coalizione del tempo che fu. Le divisioni a livello locale sono profonde. Ormai caratteriali. Sulla persona. Renzi è indigesto. E sono finite anche le cosiddette roccaforti “rosse”, da Sesto San Giovanni, la Stalingrado d'Italia, in giù. Tutto è diventato contendibile. Ed è giusto così, anche perché il passato con i suoi simboli è morto e sepolto. Sull'altro versante è innegabile il cappotto del centrodestra. Berlusconi aveva capito l'aria che tirava e, infatti, l'ultima settimana, prima del voto, si è fatto vedere in ogni talk, giusto per mettere il cappello sulla vittoria. E dire che è vivo e lotta insieme a noi. Ha vinto il modello Liguria e quello del suo Presidente Giovanni Toti? Ma qual è questo modello? E, soprattutto, l'ha digerito il Cavaliere? Toti ha fatto coalizioni larghe, come a Genova, mettendo una figura indipendente in grado di coalizzare consenso. Il punto che non piace a Berlusconi sta qui. E' disponibile il signore di Arcore a cedere la leadership del centrodestra ad un candidato che non è lui? La vittoria del centrodestra ha beneficiato anche di alcune falle: dalla discussione sullo ius soli alla questione migranti, tema  acceso e mai risolto che tocca, in particolare, i comuni. 

Con quello che è successo saranno prossime le elezioni? Si correrà più spediti verso la legge elettorale? Il pallino è nelle mani di Renzi e Berlusconi. E di certo ora si parla, ben che vada, di una legge only proporzionale. C'è voglia di contarsi. Di sapere il peso specifico di ogni partito. E a quel punto le amministrative saranno un ricordo lontano.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista - Fondazione Istud

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