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L'Occidentali's Karma in otto semplici passi

Libri/Stefano Bettera

INTERVISTA Siamo stanchi, stressati, insoddisfatti: il pensiero negativo domina le nostre vite e allora ci buttiamo sulla saggezza orientale per un attimo di respiro. Il successo di Sanremo, Occidentali’s Karma di Gabbani ironizza sulla banalizzazione e commercializzazione del buddismo ad uso dei centri benessere, ma c’è una via occidentale praticabile e seria, e soprattutto ci serve? La risposta è sì a tutte e due le domande secondo Stefano Bettera, giornalista, comunicatore e membro del direttivo dell’Unione buddisti italiani che quella strada la percorre da 20 anni in  giacca e cravatta e ora cerca di spiegarla agli altri nel libro “Felice come un Buddha”, Morellino  139 p. 13,90 euro. «Non è un manuale, ma un’indagine giornalistica per cercare di capire come un occidentale può avvicinarsi a questa pratica nella vita quotidiana, in ufficio o quando si va al supermercato».

Di che mondo stiamo parlando, quanti sono i buddisti italiani?
Le cifre ufficiali parlano di 200 mila persone, ma in realtà sono tre volte tanto, se si considerano tutti gli stranieri che non fanno riferimento alle due associazioni italiane, l’Ubi e la Soka Gakkai. A dimostrare l’interesse, quando è venuto il Dalai Lama in Italia è stato seguito in streaming da 2 milioni e mezzo di persone.

Nel libro vengono spiegati gli otto fondamenti della pratica buddista e molte tecniche di meditazione. Ma è compatibile questo modello con una vita frenetica e competitiva come la nostra?
Il percorso buddista porta ad aumentare il proprio livello di consapevolezza, si impara ad essere meno reattivi,  meno in balia delle onde, a dare la risposta adeguata ad ogni situazione, “con cura e gentilezza”. La nostra mente è una radio sempre accesa che va avanti e indietro, tra aspettative e rimpianti, mai qui ed ora, che è dove la pratica ci vuole portare. Alla fine la meditazione è una forma di psicanalisi senza la visione egotica. Ultimamente spesso al maestro di meditazione viene affiancato anche un analista, perché quando si scava dentro di sé può essere faticoso.

E l’aspetto religioso?
Esiste un buddismo religioso, soprattutto nelle comunità più tradizionali, ma l’insegnamento principale del Buddha, è che il buddismo non è qualcosa in cui si crede, ma qualcosa che si fa.

Quanto bisogna meditare?
Io cerco di farlo mezz’ora al giorno.
PAOLA RIZZI @paolarizzimanca

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