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Sempre più caro mandare i figli ai centri estivi

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FAMIGLIA. Con l’inizio dell’estate numerose sono le  famiglie che si apprestano a cercare soluzioni idonee per consentire  ai propri figli di trascorrere le lunghe vacanze estive nel modo più  pratico ed economico possibile, soprattutto considerando che molti  genitori lavorano durante tutto il periodo estivo. In tali circostanze le scelte delle famiglie sono dirette alla ricerca di centri estivi,  che offrano un servizio a carattere socio-educativo caratterizzato da  numerose attività ludiche e culturali, in grado di soddisfare tutte le esigenze economiche. Ma i costi sono spesso proibitivi, se si  considera una media di 624 euro mensili per ogni bambino o ragazzo per le strutture private e di 304 euro per quelle pubbliche. 
È quanto  emerge dall’indagine dell’Osservatorio sulle Famiglie di  Federconsumatori.

I costi medi

Il costo medio settimanale è pari a 156 euro per un centro estivo in  una struttura privata (-1 per cento rispetto al 2016), scende fino ad 95 euro  (+0,14 per cento rispetto al 2016) laddove invece i bimbi e i ragazzi  frequentino il centro estivo solo mezza giornata (fino alle ore 14). 

Inglese e sport
La differenza notevole riscontrata tra pubblico e privato è dovuta, oltre che alla tipologia di struttura che ospita i bambini (maggiormente istituti scolastici), anche alla tipologia e varietà delle attività ludiche e socio-educative svolte: i centri estivi che offrono corsi di inglese costano settimanalmente circa 292 euro per bambino (+38 per cento rispetto al 2016), mentre i centri che propongono attività sportive prevedono un costo settimanale medio di 183 euro per bambino (+8 per cento).

Pranzo sì o no

Bisogna considerare, inoltre, la variabile relativa al pranzo al sacco (a carico delle famiglie) oppure in mensa: qualora la famiglia provveda al pranzo al sacco ed alla merenda da casa, il costo della giornata si riduce a 75 euro a bambino.  Alla luce di queste spese si comprende facilmente come  l'entità dei costi che le famiglie si trovano a sostenere durante le  vacanze estive siano piuttosto ingenti. Per molte famiglie, in questa fase delicata, tali importi possono risultare insostenibili. 

Soluzione “tata”

Per questo, all’insegna del risparmio, nascono nuove forme di condivisione e collaborazione: “tate condivise”, che accudiscono fino a 4 bambini;  genitori che programmano a turno le ferie per prendersi cura dei  propri figli e degli amichetti più stretti. Esistono, infine, anche  delle formule giornaliere per chi ha bisogno di affidare il proprio  figlio solo per qualche giorno: i costi variano dagli 8 euro per mezza giornata ai 21 euro per l’intera giornata, pasto incluso. 

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