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Gli orafi connessi tra WhatsApp e Facebook

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Wwworkers è la community dei lavoratori della rete, dipendenti o imprenditori che operano con le nuove tecnologie e che si raccontano su wwworkers.it e su Metro. 

Reinventarsi un lavoro e in fondo la vita a cavallo tra i quaranta e i cinquant’anni. Con coraggio e passione, puntando tutto su artigianalità e social media. Così quattro amici romani con percorsi professionali differenti hanno deciso di percorrere un pezzo di strada insieme, mettendosi in affari. E dopo un periodo di formazione sono diventati orafi.

«La nostra vita era in una fase di stanca, non solo per motivi economici. Con questo lavoro ci sentiamo dei millennials, altro che avanzata mezza età», racconta Roberta Capasso, 53enne romana laureata in lettere ma con la passione sin dall’adolescenza per l’arte orafa.

Oggi Roberta è in società con Fabiano Trionfi, Minù Capasso, Lara Alfieri. Tutto è iniziato con un corso di fusione a cera persa, tecnica etrusca versatile. Roberta con i suoi amici e soci ha puntato su questa arte antichissima, contaminandola con la comunicazione sui social. L’impresa si chiama La cera ritrovata e sin dal nome contiene questo senso di riscatto. «Questo nome ci ricordava il tempo ritrovato di Proust», ricorda.

Il team ha una piccola e accogliente bottega in zona Parioli, quindici metri quadrati allestititi come laboratorio e spazio per la vendita. «Abbiamo un tavolo per le cere con i prototipi, il bancone per la vendita e alcuni tavoli da orafi». Ma in realtà questo spazio si moltiplica sui social, in particolare su Facebook. «Gli oggetti che creiamo nascono dalle nostre mani, ecco perché raccontiamo il nostro lavoro quotidiano con video e foto e documentiamo con post la nostra attività di rifinitura degli oggetti. All’inizio volevamo nascondere, quasi proteggere questo spazio. Ma ci siamo resi conto che ciò che per noi era disordine, per la community era un racconto di ciò che siamo», precisa Roberta.

Oggi questi orafi social sono chiamati da ogni angolo d’Italia. «In molti ci vengono anche a trovare, perché di fatto su Facebook la vendita diventa una conversazione. Per noi la chiave è offrire uno spazio accogliente, dal vivo e online». E poi c’è l’effetto virale, come quell’anello con perla postato sulla fanpage e condiviso da decine di migliaia di utenti. «Oggi siamo diventati per Facebook ambasciatori del made in Italy. E un consulente ci aiuta a lanciare il nostro prodotto, a scegliere le foto migliori, a creare collage con testi e video, a sperimentare. Per esempio per le campagne il segreto è puntare su oggetti particolari».

Il team punta anche sulla comunicazione via chat, grazie ad una linea telefonica con WhatsApp. «Permettere ai clienti di essere contattati tramite WhatsApp fa la differenza. I clienti ci mandano anche le richieste in chat!».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

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