Opinioni

Europa e Trump, vaghezze del patto sul clima

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Si è chiuso in sordina, ieri, a Bologna, il G7 dedicato all'ambiente. Poca roba. Molte parole. Mancando il convitato di pietra, gli Stati Uniti, no tripe for cats. E pensare che l'occasione poteva essere ghiotta, giusto per alzare l'asticella, ripromettendosi poi di farlo anche in una prossima conferenza sul clima straordinaria. La decelerata green di Trump non è venuta per nuocere. Per uno che, in campagna elettorale, ha gridato di voler riaprire le miniere di carbone, non c’è da stupirsi che esca dagli accordi sul clima. E, infatti, l’elettorato di Trump brinda. Il comandante in capo ha mantenuto gli impegni e i minatori disoccupati ritorneranno al lavoro. Forse. Mentre, noi, ci becchiamo ondate di calore africano. Da marzo! Povero Donald, dargli le colpe per le folate desertiche o perché la stagioni non sono più quelle di una volta è esagerato.

In Italia, viaggiano ancora 4 milioni e mezzo di auto Euro 0, le più inquinanti. Solo 350 mila a Roma. Non ci stupiamo, quindi, se le centraline vanno in tilt ma, ci chiediamo, quando si vedranno risultati concreti degli accordi sul clima.

Trump ha giocato su questo. Il patto ambientale è meritorio, ma vago. A breve, non si vedono soluzioni palpabili per cui vale la pena mantenere gli impegni. Si rimanda al 2050 per i risultati finali, con un primo scatto al 2020. Senza Usa, però, dove si va? E’ il parere dei russi che  non hanno mai dato segnali d'affetto sconsiderato verso la conferenza di Parigi.  La Merkel -  ecologista più per motivi elettorali, perché intenta a far sparire gli ingombranti verdi in Germania - è una furia nel fare l’anti Trump. Vuole Ue-Cina insieme contro il tycoon. Fatica sprecata. Come è inutile la protesta dei vari stati americani, California in testa (il cui pil è maggiore della Francia) e di tanti comuni, democratici, ai quali nessuno vieta di proseguire con macchine elettriche e piste ciclabili, contro l’azzardo della Casa Bianca. Ricorda quei comuni, o nazioni, che mettevano i cartelli Zona Denuclearizzata e, a fianco, avevano la centrale nucleare di un altro paese o nazione. Puoi limitare l’inquinamento in Europa ma non è che nell’atmosfera si proceda per confini. Gli Usa buttano nell'aria 6,3 miliardi di Co2 e la Cina 12,5, mentre l'Italia 0,45 e la Germania 0,95. Quindi, con gli Usa, si deve trattare. La neo prassi guerrigliera di stampo anglo tedesco di fare frontino a Trump non è il massimo. Proponga Macron di chiudere i 140 reattori nucleari presenti in Europa e, insieme, alla Merkel di ridurre i tempi degli effetti degli accordi sul clima caricando di impegni, da domani, per i risultati del dopo domani. Trump, ci stai?

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista - Fondazione Istud

Articoli Correlati
Opinioni