Opinioni

Ora non cercate il Corbyn italiano

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Vi prego, ora, dopo Macron, risparmiateci la ricerca del Corbyn italiano. Non ce n’è alcun bisogno. La sola lezione da apprendere dalla Gran Bretagna è che non dobbiamo fare come loro. Nemmeno la secolare legge elettorale esempio "fulgido" di stabilità è da prendere. Un insegnamento per noi? Il doppio turno è l'unico sistema che garantisce governo e certezza del vincitore. E infatti in Italia non si fa. O meglio, si fa per i sindaci come nelle elezioni comunali di ieri (e nelle elezioni legislative francesi tenute sempre domenica). Oltremanica c'è stata la partita di ritorno del referendum sulla Brexit e il Paese si è diviso giusto come è avvenuto nel girone di andata. I giovani e le grandi città contro la Brexit hanno votato per Corbyn, laburista. Il resto ha votato la May, conservatore. A metà. A meno che qualcuno pensi che Corbyn ha vinto. Avviso ai naviganti: non è andata così. Ha chiesto alla May di dimettersi ma la premier britannica ha 60 scranni in più in Parlamento. E' la tipica filosofia, molto italiana, di chi dice che ha vinto ma non è arrivato primo.  Come Sanders, a sinistra della Clinton, negli Stati Uniti, Corbyn rappresenta il populismo di sinistra. Quello che non fanno più quelli della sinistra in Italia e che ora fa (?!) Grillo e compagni. Un milione di "buoni lavori" dove buono sta per duraturo, fisso per intenderci. Meno tasse. Università gratis. Pensioni su. Nazionalizzazioni. Soldi alla sanità. La costruzione di un milione di case popolari. For the many, not the few. Ai tanti, non ai pochi. Giusto principio. Ma i soldi?

Solo promesse perché aveva la certezza di non andare a governare. Se avessimo attuato, in Italia, un’unghia di quel programma, saremmo andati a picco. Brindare a Corbyn vuol dire assecondare un girone parolaio pericoloso per un popolo, quello inglese, disorientato. Zero capacità di riordinarsi.  Nella società inglese c'è un virus arrivato anche da noi. L'incertezza. Che provoca ondivaghe emozioni. Si è detto che in campagna elettorale non si è discusso di Brexit. E' una sciocchezza. Quando si parla di lavoro e di economia, cos'è? Caccia alla volpe? Farage, un Le Pen padre, inglese, forsennato pro-Brexit, che ha ingannato gli elettori inglesi, soprattutto i ceti sociali bassi, sostenendo che l'uscita dall'Ue avrebbe portato solo denaro, è scomparso. Corbyn ha preso la sua parte. Al contrario. Gli inglesi vogliono credere alla via più facile per uscire dall'Europa. Senza danni. Lui, Corbyn, ha garantito che con l’Ue avrebbe trovato l’accordo per garantire i posti di lavoro. God Save the Queen.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista - Fondazione Istud

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