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Gif, le animazioni che ci fanno impazzire

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Gattini come se piovesse, John Travolta, scenette comiche a profusione, loop esilaranti, frammenti di serie e film. Chi frequenta molto i social network e ha una dipendenza da chat ha già capito di cosa stiamo parlando. Si tratta del gif, il Graphic interchange format, uno dei formati più vecchi di internet. Tanto vecchio da essere nato prima del web, la piattaforma ipertestuale che ci consente di navigare battezzata al Cern di Ginevra da Tim Berners-Lee. Era il 1987 e quelle immagini animate create da Steve Whilite per l’azienda di comunicazioni CompuServe compiono dunque trent’anni proprio quest’anno. Hanno avuto successo a fasi alterne ma oggi, prima grazie a Tumblr e poi a piattaforme come Facebook e Twitter, sono prepotentemente tornate alla ribalta. Con tutto il loro carico di ironia. La gran parte del merito va in realtà alla febbre da chat: da WhatsApp a Telegram, tutte le applicazioni di messaggistica consentono infatti di cercare e scambiarsi gif e perfino di realizzarle in pochi tocchi. Anche Messenger e Messaggi di Apple hanno delle sezioni apposite da cui scaricarne sempre di nuove e portali come Giphy o Tenor, una tastiera che converte quello che scriviamo in una gif, sono diventati punti di riferimento dove trovare qualsiasi loop faccia al caso nostro. Basti pensare che Giphy raccoglie 150 milioni di utenti unici al mese. Ci servono spesso per reagire in modo esilarante a un post, far ridere gli amici, innescare fenomeni virali, sdrammatizzare, comunicare in modo più incisivo, senza spendere troppe parole: quei file grafici animati, che tutti ormai possono produrre con app come Gifx o Giphy Cam a partire da un paio di foto o un breve frammento video, sono ormai ingredienti distintivi della grammatica degli utenti, specialmente di quelli più esperti. 

SIMONE COSIMI

 

Urby

Il car sharing in Italia cresce: l’anno scorso un milione di utenti per 6,4 milioni di noleggi nelle città, da Roma a Torino passando per Milano, in cui i servizi sono disponibili. Urby è un’app che li mette tutti insieme. Non solo: da Bologna a Parma fino a Genova e Cagliari raccoglie bike e scooter sharing, taxi e Uber, consigliando percorso e indicando costi, tempi e distanze. www.urbi.co/it.

Spectacles

Sono gli occhiali di Snapchat in tre colori (ottanio, corallo e nero): con un tocco registri uno snap, cioè un video fino a 30 secondi. Quelle clip, girate in formato circolare per mimare il punto di vista dell’occhio, vengono salvate nella sezione Ricordi dell’app del fantasmino (dove possono essere modificate e spedite o aggiunte alle Storie) o scaricate nella gallery dello smartphone. Tutto via Wi-Fi o bluetooth. Costano 149,99 euro su spectacles.com.

Nokia 3310

Finalmente disponibile in tutta Europa il cellulare più famoso della storia, versione ridisegnata del più apprezzato di sempre, pensionato nel 2005. La finlandese Hmd lo ha rilanciato su licenza Nokia in molti colori, rispettando il design originario. Funzioni sono ovviamente ridotte all’osso: batteria da 22 ore, sms, navigazione basilare e Snake, il giochino cult col serpentello. Costa 59,99 euro.

 

 

 

 

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