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Scala, conti in ordine sulle ali del “Pipistrello”

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OPERA Quindici titoli, di cui sette nuove produzioni, tre prime scaligere e una prima mondiale. È la prossima stagione d’opera della Scala, presentata dal sovrintendente Pereira, dal direttore musicale Chailly e dal sindaco Sala. Il quale, dopo aver elogiato il «palinsesto» (sic), dice: «I conti sono in ordine. Possiamo fare ancora meglio». Gli risponde Pereira: «Un terzo del bilancio viene dai privati. È un record mondiale, dopo il Met». Chailly inaugura il 7 dicembre con “Andrea Chénier” di Giordano, regia di Mario Martone, un omaggio al “verismo” e a un capolavoro che a Milano manca dal 1985; e poi il donizettiano “Don Pasquale”. Le prime rapresentazioni scaligere saranno “Die Fledermaus” di Johann Strauss («Non potevo credere che mai la Scala lo avesse rappresentato», dice il viennese Pereira), direttore Zubin Mehta, con Nino Frassica nei panni di Frosch il carceriere; “Orfeo ed Euridice” di Gluck nell’edizione francese; la schubertiana (e “abbadiana”...) “Fierrabras”, dirige Harding. La prima mondiale, «Fin de partie” di Kurtag, da Beckett. Le nuove produzioni saranno “Ernani”, “Don Pasquale”, “Francesca da Rimini” di Zandonai (dirige Luisi), “Il pirata” di Bellini, “Alì Babà e i 40 ladroni” di Cherubini. Le riprese? “Fidelio”, “Simon Boccanegra” (dirige Chung), “Aida” (quella di Zeffirelli del ‘63, dirige Nello Santi). Fasolis dirigerà la mozartiana “Finta giardiniera” su strumenti antichi.

Tra i concerti, da notare, a novembre, la prima mondiale della “Messa per Rossini” (13 autori, tra cui Verdi), dirige Chailly, e una sorta di concerto viennese di capodanno (gennaio 2018) affidato a Mehta.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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