Salute

No alle cure fai-da-te contro il vizio delle sigarette

LOTTA AL FUMO

ROMA Ottanta mila morti all'anno e sei miliardi di euro per curare i danni che provoca: il fumo in Italia è una scure che miete vittime e fondi alla sanità pubblica, ma è l’ultima voce, quando c’è, nei bilanci di programmazione sanitaria. In vista della Giornata contro il fumo in programma il 31 maggio la Società Italiana di Tabaccologia ha deciso di approfondire questo tema che “brucia” tanto con un convegno organizzato al Senato per fare il punto della situazione con istituti di ricerca, enti scientifici e associazioni di pazienti. «Il punto -sottolinea  Biagio Tinghino, presidente della Sit- è che i costi del tabagismo per lo stato sono altissimi, circa 6,5 miliardi di euro per curare le malattie che derivano da questa dipendenza, ossia una patologia basata su ben noti fenomeni neurochimici, indotti dalla presenza di nicotina, una delle droghe più attive sul cervello. Senza considerare i danni sociali e il carico di sofferenza umana». Per questo sono necessari interventi mirati per aiutare i pazienti a dire stop, anche se è ancora diffusa l’idea che si possa fare con la sola “buona volontà”. E che non si abbia bisogno di trattamenti. E di servizi di cura che si occupano di tabagismo: sono circa 400 ma sono poco conosciuti, mancano indicazioni in merito da parte del ministero della Salute, linee guida sui trattamenti e sulle  modalità di prestazioni uniformi su tutto il territorio nazionale.

Farmaci
Non va meglio sul fronte dai farmaci per smettere di fumare che ad oggi nel nostro Paese sono a totale carico del cittadino. A differenza di quanto avviene in Inghilterra, Portogallo, Olanda, Svezia, Svizzera, Irlanda, Finlandia e da un mese anche in Francia, dove vengono rimborsati. La ricetta della della Società di tabaccologia? Guadagnare in salute investendo nella cura del tabagismo e negli stili di vita corretti.

LUISA MOSELLO

Salute