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Su omologazioni Fiat infrazione Ue all’Italia

EUROPA

ROMA Gli sforzi di mediazione, anche in extremis, del ministro dei Trasporti Delrio non sono bastati. E così la Commissione europea ha fatto sapere di aver avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato adempimento, da parte di Fiat Chrysler Automobiles degli obblighi derivanti dalla normativa Ue in materia di omologazione dei veicoli. Con la “lettera di messa in mora”, primo passaggio della procedura di infrazione alle norme Ue, la Commissione chiede che l’Italia risponda entro due mesi «alle preoccupazioni europee sull’adozione di misure insufficienti per quanto riguarda le strategie di controllo delle emissioni usate dal gruppo Fca». Il modello nel mirino è la Fiat 500X. La Commissione contesta «l’insufficiente giustificazione fornita dal costruttore in merito alla necessità tecnica - e quindi alla legittimità - dell’impianto di manipolazione usato». Si chiede anche di chiarire se l’Italia sia «venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda il tipo di veicolo Fca in questione e di imporre sanzioni al costruttore di auto». E mentre Delrio si dice deluso - «sono state fornite tutte le informazioni e non erano arrivate nuove richieste di chiarimenti» - alla Borsa di Milano il titolo Fiat Chrysler ha perso ieri il 4,59%.

Patto con Putin

Nel giorno in cui l’Istat ha certificato l’aumento delle esportazioni italiane a marzo (+4%) su base congiunturale e del +14,5% su base tendenziale (mentre le importazioni sono stazionarie su base congiunturale e segnano un +16,3% su base tendenziale), il premier Paolo Gentiloni è volato a Sochi per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. Obiettivo: rinsaldare i rapporti economico-commerciali colpiti dal varo delle sanzioni nel 2014. E Gentiloni “apre”: «Lo sforzo che continueremo a fare è quello di sottolineare che non può esserci un automatismo nel rinnovo delle sanzioni alla Russia».

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