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L’Italia cresce poco “falchi” Ue in agguato

economia

ROMA Il Pil italiano cresce ma sotto la media Ue: il prodotto interno lordo nel primo trimestre segna su base congiunturale un rialzo dello 0,2%, contro il +0,5% dell’Eurozona e dell’Ue. Nella classifica degli Stati membri, peggio dell’Italia fa solo la Grecia con un -0,1%. Anche su base tendenziale il nostro Paese cresce meno: 0,8% contro l’1,7% della zona euro e il 2% dell’intera Unione Europea. Secondo Confesercenti il dato «dimostra che la strada per consolidare la ripresa è ancora lunga e tortuosa». Intanto tra i 133 emendamenti alla manovra riammessi all’esame dalla Commissione Bilancio della Camera c’è anche l’introduzione di un regime di tassazione agevolata al 10% in via temporanea sulle pensioni erogate da soggetti esteri a persone fisiche che si trasferiscono in Italia.

Un Paese fragile

Le debolezze del nostro Paese con i conti pubblici perennemente traballanti - mentre si rafforza l’asse Merkel-Macron - danno nuovo slancio ai “falchi” Ue. A capeggiarli è il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, che chiede indietro all’Italia 4 miliardi di flessibilità concessi in cambio dell’impegno, non rispettato, di aumentare gli investimenti nel 2016. C’è poi la partita della correzione per il 2018. Secondo i parametri Ue approvati dai governi - e ai quali la Commissione deve attenersi - l’Italia dovrebbe mettere in campo uno “sforzo di bilancio” pari allo 0,6% del Pil: ovvero una decina di miliardi. Ma ora i commissari studiano un riconoscimento delle «circostanze difficili» che stanno attraversando l’Italia e altri Stati membri - bassi tassi di crescita e alta disoccupazione - per dimezzare l’entità della manovra.

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