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’Ndrangheta: 140 anni ai boss dei clan torinesi

TORINO/'NDRANGHETA

TORINO I capi della ’Ndrangheta torinese, Aldo Cosimo e Adolfo Crea, sono stati condannati a 14 anni e 10 mesi e 10 anni e 4 mesi di carcere. Si è chiusa così ieri, con 26 condanne per complessivi 140 anni di carcere, il processo “Big Bang”, sulle infiltrazioni dei clan in Piemonte. Tra i 26 imputati figura anche Luigi Crea, figlio di Adolfo, l’ultimo erede dalla famiglia. È lui che, secondo l’accusa, aveva preso le redini della cosca e gestito gli interessi del clan durante la detenzione del padre, finito in carcere dopo essere stato condannato nel processo Minotauro. Luigi Crea ora dovrà scontare 9 anni e 6 mesi di carcere. 

Il pm Toso aveva chiesto 20 anni di reclusione per Aldo Cosimo e 14 anni per Adolfo. Entrambi originari di Stilo, nella Locride, secondo gli inquirenti sono affiliati alla malavita calabrese almeno dal 2003 e sono considerati tra i capi dell’ala violenta della ‘Ndrangheta nel capoluogo piemontese. 

La banda guidata dai Crea si dedicava all’usura e alle estorsioni, scegliendo come bersagli piccoli commercianti, artigiani e persone ai margini della legalità. Nel corso delle indagini e poi durante il processo molte delle vittime avevano rinunciato a testimoniare, dimostrando l’influenza e la capacità di intimidazione del gruppo criminale.
 
A una delle vittime della cosca era anche stata inviata una testa di maiale, abbandonata davanti alla porta di casa, nel Chierese , perché ritardava nel pagamento del pizzo.
SIMONA LORENZETTI

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