Spettacoli

Sky Arte la cultura ci salverà!

Vinicio Capossela

Festival La cultura può “salvare” la nostra società? L’arte può attecchire lì dove si è apparentemente persa ogni speranza? Per Sky Arte la risposta è: certamente sì. E i 3 giorni di Festival che il canale della pay tv ha organizzato a Napoli, sembrano dargli ragione. Rinascere, rigenerarsi attraverso la cultura si può e si deve. Lo dimostrano i 15 mila che hanno partecipato ai 50 eventi, tra mostre, dibattiti, installazioni e reading. È vero che sentire Manuel Agnelli disquisire sull’identità dell’artista (e confessare che a 50 anni non è più tempo per stare in una band), o ascoltare Vinicio Capossela dipingere musica in una delle tante chiese gioiello della Sanità, sono eventi che piacciono a prescindere. Ma ciò che si è respirato è andato oltre la voglia di vedere il vip. È stato un messaggio all’Italia: Napoli, e il Paese, può e vuole ripartire. Dal basso. A testimoniarlo i ragazzi di Sanità (“un quartiere che è femmina, perché qui spesso gli uomini latitano”, dicono scherzando, ma non troppo) che hanno riaperto le catacombe di S.Gaudioso e si sono inventati un lavoro di guide culturali. O i 3100 napoletani che hanno regalato il loro volto all’artista JR per trasformare col progetto Inside Out il Lugomare Caracciolo in un’installazione di arte. O le decine di bimbi che hanno costruito e suonato strumenti fatti con materiale di ricliclo. O, ancora, gli 8 mila che hanno ballato (sindaco De Magistris in testa) fino a tardi sulle note di Funky Tomato, Zulù dei 99Posse e Jovine nella notte biancha del quartire di Totò. Solo alcuni esempi di una città che ce la vuole fare e che forse, potrà farcela. Perché la cultura dà da vivere, allo stomaco e alla mente.
 

ANDREA SPARACIARI

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