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Papalia a Buccinasco «Qui non ci sono boss»

MILANO/'NDRANGHETA

BUCCINASCO Era la sua prima uscita ufficiale. L’occasione per vedere ma, soprattutto, per farsi vedere. Per mostrare che 26 anni di carcere (14 passati al 41bis) non lo hanno piegato. Parliamo del boss Rocco Papalia, il “padrino” di Buccinasco, scarcerato venerdì 5 maggio, che domenica si è presentato alla chiesa del paese noto come la Platì del Nord per la comunione della nipotina.

Una presenza ingombrante che da subito aveva scatenato le polemiche, visto che la famiglia Papalia aveva chiesto - e ottenuto -  di spostare l’orario della cresima della ragazza. Se infatti il rito fosse stato celebrato alle 16.30, come da programma, il vecchio boss non avrebbe potuto partecipare, date le restrizioni imposte dai tre anni di sorveglianza speciale che lo obbligano a stare in casa dalle 19.30 alle 7 del mattino.

E così la cerimonia della nipotina è slittata al  mattino. “Nessuna messa che non sia già prevista verrà celebrata, nessuna eccezione particolare è stata fatta solo per qualcuno - ha detto il parroco don Maurizio Braga - questa parrocchia cerca di andare incontro ai tempi di ogni famiglia”. Ai giornalisti Papalia ha detto poche parole: «Se ho sbagliato, ho pagato. Ho il diritto di rifarmi una vita e trascorrere il tempo che mi rimane con la mia famiglia e i miei nipoti. Ma quale boss, non è qui che stanno i boss». 

Non la pensa così la giunta di centrosinistra di Buccinasco, dove si voterà tra poche settimane, che  ha ribadito l’invito – lanciato subito dopo la scarcerazione del boss, quando fu omaggiato e salutato da molti buccinaschesi - a esporre domenica 28 magio un lenzuolo bianco al balcone, come chiedeva Giovanni Falcone. METRO

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