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Smog, città alle strette con un semplice esposto

TORINO

TORINO L’inquinamento atmosferico dovuto alle Pm10 ora è anche un problema della procura di Torino. Il pool che si occupa della pubblica amministrazione ha aperto un fascicolo a seguito di un esposto, inoltrato da un esperto in valutazioni di impatto ambientale, nel quale si chiede di accertare eventuali responsabilità di Comune e Regione per quanto riguarda la gestione delle misure per combattere l’inquinamento in città.

Il documento, depositato nei giorni scorsi dall’avvocato Marino Caraglio per conto di un privato cittadino di 51 anni, padre di tre figli, sottolinea che il Comune versa in una «situazione di illegalità da almeno 10 anni» per il ripetuto sfondamento dei valori Pm10 previsti da una direttiva comunitaria del 2008. I superamenti non dovrebbero eccedere i 35 giorni l’anno, ma nel 2016 sono stati 68 e, per il 2017, al 3 marzo erano già 42. Altre località del territorio nazionale sono nella medesima condizione ed è per questo - come ricorda il 51 enne - che la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia. L’esperto ha corredato la propria relazione con dati, riferimenti giuridici e stralci di rapporti ufficiali. Tra questi sono citati anche i dati divulgati dal Servizio Epidemiologia dell’Arpa che confermano che gli effetti sulla salute dell’inquinamento atmosferico a Torino provocano 900 morti l’anno e riducono la speranza di vita dei cittadini di 22,4 mesi. Secondo il firmatario dell’esposto gli atti e le misure adottate da Regione e Comune sono inadeguati.

SIMONA LORENZETTI

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