Opinioni

Il calesse di noi italiani

Maurizio Guandalini

Mantova-Cremona, 70 chilometri di autostrada, il progetto è stato presentato 14 anni fa e ancora non è stato fatto nulla. Hai voglia ricordarci che dobbiamo fare le riforme.
Il messaggio dell'Eurozona, che in economia migliora, all'Italia, che resta ferma, è questo: andate a votare presto che non c'è tempo da perdere. Il burocratese aulico di Bruxelles vuole rapidità. Ad ora l'assente  ingiustificata è la riforma elettorale.  Schauble, il potente Ministro dell'Economia tedesco, uno che quando apre bocca non lo fa per dargli aria, l'ha messa giù così. Tranquilli amici italiani, sarete con noi nell'Europa che corre, ma dovete fare le riforme. Quella roba che, accidenti a chi, non è passata il 4 dicembre con il referendum costituzionale.
Il brontolone, fratello gemello della Merkel, ha spiaccicato chiaro che i Trattati non si modificano,  ma va rafforzata l'Europa. Messaggio criptico che fa il suo dovere, quello di bloccare ogni cambio di regole in vigore nel Vecchio Continente (il cambio radicale lo si ha stracciando e riscrivendo i Trattati che hanno cucito una Europa a immagine e somiglianza dei più forti), lasciando campo libero a Francia e Germania che ci penseranno loro a trainare. Quindi, loro siederanno sulle veloci locomotive dell'ICE tedesco e del TGV francese e, noi italiani, sul biroccino, un calesse trainato da un cavallo prossimo alla pensione. Mentre l’italiana Mogherini, il ministro degli Esteri dell’Europa, non sazia parla con disinvoltura di inclusione dei paesi balcanici: già a 27 siamo in trance, dobbiamo esagerare con le aperture?

Camera e Senato, toc, toc, ci siete? Dite qualcosa? Il panorama politico italiano odierno è in confusione. Una, cinque, dieci, forse venti proposte di riforma elettorale depositate, alleanze che si fanno e si disfano ogni minuto. E’ la tattica a scomparsa. Alla fine i partiti vogliono trovare quel codicillo da inserire nella riforma che gli permetta di vincere alle prossime elezioni. Con un presupposto così infantile e capriccioso non si arriverà a nulla. Si parla di elezioni a ottobre o novembre, quando la pensione di senatori e onorevoli sarà maturata e uscita la decisione di Strasburgo sulla candidabilità  di Berlusconi. E sul pericolo solidità delle banche che ci ricorda l’Unione? Meglio una bella discussione rivolta al passato, con ricordi sopraggiunti a scoppio ritardato, che non sono stati denunciati prima solo perché non c’erano libri in uscita (vedi la polemica De Bortoli e il Ministro Boschi su Banca Etruria-Unicredit). Speriamo che Gabbani con la canzone della scimmia vinca l’Eurofestival, sarebbe già un modo per dire che l’Italia fa sul serio.

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