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«In questo nuovo “Alien” ci sarà più sangue del solito»

Cinema/Alien Covenant

ROMA E siamo al numero sei. Alien sesto episodio, secondo prequel della serie, è in corsa verso la rivelazione delle misteriose origini della madre di tutti gi alieni. Ridley Scott dopo “Prometheus" del 2012, ricomincia dal viaggio dell'astronave Covenant quando l’equipaggio e altri 2mila uomini sono addormentati nell’iper-sonno, mentre Walter (Michael Fassbender), l’androide a bordo, gestisce da solo ogni cosa.
Viaggiano verso il pianeta Origae-6 dove sperano di stabilire un nuovo avamposto per l’umanità. Viaggiano nel silenzio profondo finché un’esplosione stellare distrugge le vele di raccolta di energia della astronave e la storia comincia.

Ecco “Alien: Covenant” (da oggi in sala) che Ridley Scott voleva più spaventoso di sempre, pieno di sangue («Faremo un film tosto vietato ai minori, e ci servirà un sacco di rosso sangue», diceva al produttore Mark Huffam nella loro prima conversazione), di tensione e di sorprese: «Il punto è che non puoi continuare a fare inseguire gente da un mostro, è noioso - chiosa Scott - così mi è venuto in mente che nessuno si era posto la domanda: chi ha fatto questo e perché. Potresti dire che sono mostri dello spazio, o divinità spaziali o ancora degli ingegneri dello spazio esterno che li hanno inventati. Ma è così. “Alien: Covenant” stravolgerà tutto». 

E Fassbender, qui nel doppio ruolo di due androidi, uno di vecchia e l'altro di nuova generazione, uno contro l'altro armato, sintetizza: «Uno  è una sorta di super maggiordomo che deve proteggere e servire.  Come un buon agente di polizia, è assolutamente logico e privo di emozioni, anche se tutti intorno cercano una sorta di connettività emotiva con lui. L'altro, David, da “Prometheus” a oggi si è lasciato andare, sta vivendo da solo su un pianeta esplorando il lato creativo di se stesso: suona musica, dipinge e disegna».

SILVIA DI PAOLA

 

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