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Ecco come si diventa veri uomini “femministi”

Libri/ Lorenzo Gasparrini

INTERVISTA Prova a definirti “femminista”. Se sei uomo, e italiano susciterai il risolino di molti e molte e la reazione scandalizzata di tanti e tante che ritengono i femminismi «roba da donne». Lorenzo Gasparrini dopo aver dato a inizio a un blog controcorrente “Questo uomo no”, ha appena pubblicato un libro “Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni” (Settenove, p. 170, euro  15) che tutti dovrebbero leggere per educare i propri figli maschi.

Lei descrive la vita comune di un uomo, dall’infanzia all’età adulta, per mostrare come il sessismo – strumento con il quale il sistema patriarcale si mantiene e si evolve – condizioni il suo sviluppo, il suo linguaggio, le sue abitudini, la sua visione del mondo. Come insegnare a un figlio a diventare uomo senza essere oppressore?
Ai bambini viene detto sin da piccoli che devono avere certi ruoli e svolgere certi compiti in quanto maschi. Gli viene raccontato che è “naturale” e invece non lo è. Bisogna scardinare questo, anche perché li renderà infelici.

Come si costruisce un’identità di genere lontana da questo modello sessista?
Insegnando il rispetto, l’ascolto dell’altra parte. Se a un uomo dico quante volte interrompe una donna, le persone non ci credono. Poi gli fai vedere i filmati restano sbalorditi. Questo va insegnato sin da piccoli.

In famiglia la donna lava i piatti mentre l’uomo va da un'altra parte e accende la tv.
Si tratta di un rapporto di potere che non è mai stato messo in crisi. Sin da piccoli ai maschi non vengono mai affidati dei lavori fissi. E da grande questo si riverbera nel rapporto a due. Non viene mai detto prima: vediamo chi fa cosa e quando.

Una cosa “femminista” da insegnare ai maschi?
Chiedere il consenso. Ogni volta che partecipa a qualcosa chiedere all’altro: ti piacerebbe fare questo? A scuola e nei contesti ludici le bambine si escludono da certi giochi perché i maschi non le invitano.

Ai maschi si dice: devi essere piu forte, piu bravo, avere più potere. Sbagliato?  
È il frutto di una società competitiva ma devono anche esprimersi quando provano un sentimento negativo. Si dice i maschi non fanno vedere le emozioni. Ma non è che hanno il gene del silenzio. Gli è stato insegnato così. Bisogna che mostrino i sentimenti. Sennò diventeranno dei frustrati.
 ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

 

 

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