Famiglia

Una famiglia in viaggio per imparare a disimparare

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FAMIGLIA. «Otto ore di lavoro al giorno a testa, bambina a scuola fino alle quattro del pomeriggio, babysitter....Quando arriva il momento più importante della giornata, la cena, ci ritroviamo sfiniti a parlare di mutuo e bollette, organizzando un'altra giornata di sopravvivenza. Questo è il modello comune che finora abbiamo vissuto, che ci confina in uno stile di vita che a nostra volta stiamo trasmettendo ai nostri figli come assunto di verità. Ma se lasciassimo la zona comfort della nostra esistenza, “disimparando” la religione del comfort per condividere i tempi, gli spazi, le logiche e i meccanismi di relazione con chi ha un concetto diverso di famiglia? Come vedremo la nostra vecchia vita al nostro ritorno? E, soprattutto, la vorremmo ancora?». Parte da queste considerazioni il viaggio-documentario di Lucio Basadonne e Anna Pollio coppia nella vita e nel lavoro (lui documentaristica, lei grafica e insegnante), genitori di Gaia (5 anni) e registi di “Unlearning”. Imparare a disimparare, questo il succo del documentario “familydriven”: un viaggio di sei mesi alla scoperta di tutte quelle famiglie che hanno deciso di cambiare le proprie abitudini e il proprio stile di vita attraverso ecovillaggi, comunità e famiglie itineranti. Sei mesi di viaggio al costo di poche centinaia di euro: per realizzare il progetto la famiglia, infatti, ha usato il baratto, scambiando oggetti e competenze. Hanno percorso 5.000 chilometri con il carpooling. Per ottenere vitto e alloggio hanno zappato la terra e venduto zucchero filato «vivendo ogni occasione per crescere come famiglia, per capire davvero cosa conti in una squadra per definirsi tale», si legge nel sito dedicato al progetto unlearning.it.

 “Figli della libertà”
Tutto dedicato al tema dell’educazione è invece il secondo documentario della coppia Basadonne-Pollio: si tratta di “Figli della libertà”.  Il film -  come scrive italiachecambia.org - è la storia di una bambina «che chiede di non andare più a scuola e il viaggio dei genitori nel cercare di esaudire questo desiderio cercando la migliore strada educativa e istruttiva possibile per la propria figlia, in base all’articolo 30 della Costituzione italiana che chiarisce come sia l’istruzione ad essere obbligatoria e non la scuola. La scelta della famiglia si chiama “Officina del Crescere”, una scuola familiare e una comunità educante con sede a Genova e che Gaia frequenta».  

s.b.

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