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Regione, firme false Pd Autogol del testimone

TORINO

TORINO Colpo di scena, ieri mattina, nel corso della seconda udienza del processo che vede imputato l’ex presidente della Circoscrizione 5, Rocco Florio, per aver autenticato, in occasione delle elezioni regionali del 2014, diverse firme a sostegno delle liste dei candidati Pd senza averle materialmente raccolte.

A creare scompiglio è stata la deposizione di un teste dell’accusa, Antonino Ippolito, consigliere circoscrizionale, il quale ha raccontato di aver raccolto personalmente delle firme di cittadini e di aver poi consegnato i moduli a Florio perché li autenticasse. Dichiarazioni che hanno indotto l’avvocato difensore dell’imputato, Stefano Caniglia, a chiedere al giudice Pier Giorgio Balestretti di sospendere l'udienza. «Il teste sta fornendo dichiarazioni autoindizianti, il processo va sospeso», ha detto il legale. In pratica, il consigliere è passato in pochi istanti dal ruolo di testimone a quello di indagato.

Immediata è scoppiata la bagarre, con Ippolito che cercava di spiegare la sua posizione e il giudice che invece cercava di zittirlo proprio perché avrebbe dovuto parlare solo in presenza di un avvocato. «Sono 40 anni che raccolgo le firme in questo modo. Adesso è reato. Io non ho rubato i moduli, ho solo fatto un favore». Il processo è stato sospeso e riprenderà il prossimo 11 ottobre con nuovi testimoni. Nel frattempo la procura dovrà aprire un fascicolo d’indagine nei confronti del consigliere circoscrizionale.

SIMONA LORENZETTI

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