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Da Pennac a Sepùlveda il Salone va oltre confine

TORINO/SALONE

CULTURA Il Salone del libro di Torino è pronto ad andare “Oltre il confine”, oltre i muri. «Siamo costruttori di ponti, ci sono più simpatici coloro che li costruiscono anziché coloro che sollevano muri. Siamo quindi per il dialogo continuo. La cosa bella è che c’è una risposta meravigliosa da parte di tutta la comunità non solo torinese, ma italiana. E questo perché, in 30 anni, il Salone è riuscito a costruire intorno a sé una comunità viva di lettrici e di lettori. Questa è la nostra grande forza». Così il direttore editoriale Nicola Lagioia ha presentato ieri la 30ª edizione del Salone del Libro di Torino in programma dal 18 al 22 maggio al Lingotto Fiere.

 Sfatati, almeno per ora, i timori nati dopo lo “scippo” di Milano, dove nei giorni scorsi si è chiusa la prima edizione di Tempo di Libri. I numeri offrono la prima panoramica di ciò che avverrà nei 45 mila mq di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere: circa 11 mila mq commerciali (il 10% in più dello scorso anno) saranno occupati da 424 titolari di stand (nel 2016 erano 338), ai quali si sommano i nove stand dei progetti speciali. Complessivamente il Salone del Libro propone ad 1.060 case editrici, dando vita a un programma che conta 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico.

Tra gli ospiti che arriveranno a Torino, Lagioia ha citato «lo scrittore statunitense Richard Ford, il francese Daniel Pennac, Sepùlveda e Alicia Giménez Bartlett». Pennac sarà protagonista anche a Teatro. Intesa SanPaolo, da 10 anni partner del Salone, porta, al suo grattacielo, il 18 maggio, in anteprima assoluta, il reading teatrale tratto dal nuovo libro di Pennac, in uscita proprio in questi giorni, “Il caso Malaussene”. SIMONA LORENZETTI
 

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