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Fiera: «Agevolato Matteo Messina Denaro»

Milano/Fiera

GIUSTIZIA Un macigno. Sono le motivazioni della sentenza che lo scorso 3 febbraio ha portato alla  condanna a 8 anni e 10 mesi di reclusione per Giuseppe Nastasi nel processo con rito abbreviato sul caso delle presunte infiltrazioni mafiose in Dominus, il consorzio che ha lavorato in modo esclusivo con Nolostand - società di Fiera Milano -  arrivando a fatturare tra il 2013 e il 2015 “oltre 20 milioni di euro”.

Per i giudici Nastasi “ha volontariamente agito con la finalità di agevolare la mafia”, rincorrendo anche “la possibilità di porre tale attività a disposizione e al servizio di un soggetto del calibro mafioso di Matteo Messina Denaro”. Nastasi, secondo i giudici, avrebbe da un lato accumulato “ingenti ricchezze”, dall’altro finanziato direttamente “la cosca mafiosa di Pietraperzia”.

Ma l’allarme vero, per i magistrati, starebbe nel fatto che Nastasi fosse una persona “di elevata pericolosità sociale in quanto ideatore e promotore di un sodalizio criminoso strutturato per operare in modo duraturo, programmato e continuato attraverso condotte di evasione fiscale e di riciclaggio e con una palesata capacità di infiltrazione nella realtà imprenditoriale lombarda”, negli appalti legati a Fiera Milano e anche in occasione di Expo.

Di fatto, Fiera affidava gran parte della gestione degli spazi espositivi a Nolostand che si avvaleva a sua volta del consorzio Dominus al quale partecipavano imprenditori riconducibili allo stesso Nastasi. Inoltre, alcune società erano “obbligate” ad utilizzare determinati prodotti per la realizzazione degli stand e ad acquistarli da imprenditori contigui ai clan di Enna e Trapani.

Il commissariamento
Dopo lo scoppio dell’inchiesta, Nolostand e parte della Fiera stessa erano state commissariate dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, commissariamento che è stato in seguito ampliato ad altri settori del gruppo. L’amministrazione “tutelata” continuerà fino a metà giugno. A inizio anno il board della Fiera era stato azzerato e da allora Fondazione Fiera, presieduta da Gorno Semprini, è in cerca il nuovo direttore generale. Fino al 21 aprile scorso, il designato era il manager Corrado Colli, una nomina saltata perché definita “inopportuna” dai magistrati. METRO

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