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Cig: Torino resta la città più «cassaintegrata»

TORINO/LAVORO

LAVORO Nei primi tre mesi del 2017 scende la richiesta di cassa integrazione da parte delle aziende piemontesi. Da gennaio, sono state richieste 14 milioni e 665 mila ore di cassa integrazione, il 57,8%  in meno dello stesso periodo dello scorso anno. Lo studio è della Uil che evidenzia come il calo sia stato dell’8% per quella ordinaria, del 65,6% per quella straordinaria e del 40,8% di quella in deroga.

I lavoratori piemontesi interessati sono stati 28.756, in calo di 39.428 unità rispetto al primo trimestre del 2016. Nonostante le percentuali siano tutte al ribasso, il Piemonte resta la regione con la maggior richiesta di cassa integrazione, seguita da Lombardia e Veneto. Andando poi ad analizzare le singole provincie, emerge come la cig sia aumentata ad Asti del 107%, mentre Biella registra un più 40,7%. Sale di pochissimo a Vercelli con un più 2,6 ed in calo a Verbania del 2,3. A Cuneo e Novara il calo è rispettivamente del 14,5 per cento e del 15,8, mentre ad Alessandria è del 31,2 per cento.

A Torino i dati dicono che il calo è stato del 69,6%. La città con 8,8 milioni di euro si conferma, quindi, la provincia più cassaintegrata d’Italia, seguita da Milano e Roma. «Il calo della cassa integrazione – sottolinea il segretario generale della Uil Piemonte, Gianni Cortese – non deve fare pensare che il Piemonte sia investito dal forte vento della ripresa, dato che i livelli dei consumi, degli investimenti e della disoccupazione sono distanti dai periodi precrisi».
SIMONA LORENZETTI

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