Opinioni

Teniamoci cara questa Terra

Massimiliano Pontillo

Domani si festeggia la “Giornata della Terra” (Earth Day): ogni anno le Nazioni Unite celebrano questa festa per l’ambiente e per la salvaguardia del nostro  Pianeta, un mese  e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile. Fu nel 1969, in una conferenza dell'Unesco a San Francisco, che l'attivista per la pace John McConnell propose di istituirne la ricorrenza, e le candeline de primo compleanno vennero spente  il 21 marzo 1970 divenendo negli anni un avvenimento educativo ed informativo a cui oggi prendono parte quasi 200 Paesi nel mondo, ricordandoci come noi tutti, a prescindere dall'etnia, dal sesso, da quanto guadagniamo o dove viviamo, abbiamo il diritto etico a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.          
Pensiamo a quanti benefici la Terra regala all’umanità ogni giorno: foreste, boschi, paludi, acqua pulita, ossigeno, assorbimento di carbonio, risorse alimentari, protezione delle coste, bellezza del paesaggio.
E l’Uomo come la ripaga? Certamente non con la stessa moneta. Basta riflettere, tra gli altri, sul dato che le specie di animali vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci) hanno mostrato un declino di oltre il
50% negli ultimi 50 anni, mentre il calcolo dell’impronta ecologica ci indica che necessitiamo delle risorse di 1 pianeta e mezzo per soddisfare le nostre richieste di “natura”. Inoltre, a causa degli impatti del cambiamento climatico, oltre mille specie sono costrette a spostarsi da un determinato habitat all’altro. Eppure proteggere il Globo non è solo un dovere morale, ma rappresenta anche un investimento sicuro
che garantirebbe futuro e risorse alle nostre civiltà. Gran parte delle attività umane, infatti, non potrebbero
esistere senza una natura in equilibrio. Le cronache ci riportano, invece, quotidiani episodi di inquinamento causati dal prevalere di interessi economici “insostenibili” a danno del bene comune più prezioso che abbiamo.
Un team di autorevoli studiosi di economia ecologica ha calcolato in 145.000 miliardi di dollari il valore di beni e servizi naturali “offerti” dalla Terra globalmente: una cifra che supera il Pil mondiale!
Eppure la domanda di risorse naturali dell’umanità è oltre il 50% più grande di ciò che i sistemi naturali
sono in grado di rigenerare. Questo superamento significa, in pratica, che stiamo tagliando legname più rapidamente di quanto gli alberi riescano a ricrescere, pompiamo acqua dolce più velocemente di quanto le acque sotterranee riforniscano le fonti e rilasciamo CO2 più velocemente di quanto la natura sia in grado di sequestrare.                

MASSIMILIANO PONTILLO

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