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Tap, respinti i ricorsi contro il gasdotto

Puglia

Tap, si riparte: il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia contro i lavori di espianto di ulivi nell'area del gasdotto a Melendugno. I lavori di espianto e spostamento degli ultimi 12 ulivi (su 211 da trasferire) possono dunque ricominciare.    La decisione è giunta un giorno dopo la discussione del ricorso in Camera di consiglio. Il 6 marzo era stato lo stesso Tribunale amministrativo a sospendere gli espianti con decreto cautelare, accogliendo la richiesta d'urgenza della Regione. 
Il ricorso.   Il ricorso presentato dall'avvocato Mariano Alterio era fondato sulla convinzione che Tap non avesse ottemperato alla prescrizione A44 della Valutazione di impatto ambientale (relativa proprio alle modalita' di espianto degli ulivi) e che il ministero dell'Ambiente avesse superato le proprie competenze, rilasciando le note autorizzative. Il Ministero, dal canto suo, aveva chiarito nella sua memoria come la prescrizione fosse ottemperata e l'espianto autorizzato.

Il ministero. "Il ministero dell'Ambiente è titolare della facoltà di controllo in ordine al rispetto delle prescrizioni previste nella Valutazione di impatto ambientale rilasciata per la realizzazione del gasdotto Tap": è uno dei passaggi cardine della sentenza con cui la Terza sezione del Tar Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia, che chiedeva di bloccare i lavori di espianto degli ulivi dal cantiere di Melendugno. Rigettata la tesi secondo cui il ministero dell'Ambiente avrebbe autorizzato l'espianto, appropriandosi di facoltà di esclusiva pertinenza della Regione, che si è detta unico ente titolare della facoltà di dichiarare ottemperata la prescrizione A44. "La Regione Puglia - è scritto nella sentenza - è solo ente vigilante e ha comunque rimesso, in alcune sue note, la valutazione finale in ordine alla prescrizione A44 al ministero". I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato come di recente "due articolazioni della stessa Regione Puglia (il Servizio fitosanitario e la Sezione provinciale del Dipartimento agricoltura) hanno concesso a Tap l'autorizzazione all'espianto di 211 piante di ulivo".

Assenza di periculum. La multinazionale, nella memoria con cui si era costituita in giudizio, aveva sottolineato l'assenza del "periculum in mora" paventato dalla Regione, precisando che "ad oggi le attività di espianto degli ulivi sono quasi concluse". Nel cantiere di Melendugno restano 12 ulivi già "zollati" ovvero staccati con tutte le radici dall'area in cui sono cresciuti, "che sono in una situazione precaria e ncessitano di una messa in sicurezza, sia per evitare il rischio di caduta in caso di vento, sia per garantirne la migliore conservazione in salute". Altri 31 alberi sono già espiantati e sistemati in vasi rimasti nel cantiere, mentre 12, sempre sistemati in vasi, si trovano in un deposito a Melendugno. 

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