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Assalti Frontali: Il rap è impegno politico-sociale

Il gruppo Assalti Frontali

MUSICA «Il lago della Snia ogni anno avanza un po’ grazie alla partecipazione di migliaia di persone. Nel 2014 abbiamo spinto il Comune a realizzare l’esproprio e rendere pubblica l’area, contro la minaccia di chi voleva prosciugare e costruirci sopra 4 grattacieli. Allora il Comune stanziò 400mila euro per i lavori e promise che avrebbe aperto entro un anno, ma l’anno dopo quei soldi furono dirottati sui parcheggi del Giubileo della Misericordia e il parco e il lago rimasero chiusi. Così il Forum si è assunto la responsabilità di aprirlo ogni giorno con la custodia e fare i primi lavori per renderlo vivibile. Nel frattempo la Regione doveva dichiarare l’area Monumento Naturale, ma ancora non l’ha fatto». Queste le parole di Militant A degli Assalti Frontali, fra i protagonisti di Lago Libera Tutt@ 2, festa che si terrà domenica ore 10-19 al Lago ex Snia, lago che si è creato naturalmente nel 1992 in seguito ai lavori di costruzione di un parcheggio sotterraneo. Alla vicenda gli Assalti Frontali hanno dedicato lo splendido brano “Il lago che combatte”.

A differenza di altri gruppi il vostro impegno politico e sociale è proseguito in tutti questi anni...
Per noi il rap è sempre stare vicino alla comunità. Non è un atteggiamento, è la strada che porta alla felicità.

Cosa pensate invece del rap mainstream, quello che va per la maggiore in radio, televisione e in rete?
Quello intristisce. È come un fuoristrada in città, sembra ci sia solo lui, ma il popolo intelligente pensa: “Spegni che puzzi, avveleni l’aria!”. Noi al contrario siamo biciclette che sfrecciano intorno e mandano avanti la creatività.

Cosa consiglierebbe a un giovane che vuole iniziare a fare rap?
Di fare tanta esperienza dal vivo, andare ai concerti nei centri sociali, nelle serate tra amici, appena possibile salire sul palco e cantare davanti agli occhi delle persone, per avere il riscontro più vero di quello che stai facendo.

Qual è la sua opinione sull’operato di Virginia Raggi? Sta cambiando qualcosa?
La Raggi è il prodotto del lungo periodo di crisi economica che ha distrutto il consenso dei vecchi partiti. Ma anche lei non sa dare risposte ai bisogni della città. La cosa peggiore è l’idea che la legalità e le regole siano la soluzione ai problemi, crea un deserto ancora maggiore di quel che c’era. Roma è una città che ha bisogno di fiducia per dare il meglio e la fiducia si crea col protagonismo dei cittadini, con la cura dal basso del territorio, aprendo spazi, non chiudendoli. Questo porta felicità e ricchezza. Il lago della Snia è un esempio.

 

STEFANO MILIONI

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