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Latte, arriva l’etichetta d’origine

ALIMENTARI

ROMA Scatta oggi l’obbligo di indicare sull’etichetta del latte e di tutti i prodotti lattiero caseari realizzati in Italia la provenienza della materia prima. Una sperimentazione, come ha ricordato il ministero delle Politiche Agricole, con la quale sarà possibile indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte UHT, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini.

Quali i prodotti

Il provvedimento si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale e segue l’entrata in vigore del decreto “Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari”, in attuazione del regolamento UE firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017. Per yogurt e formaggi  il provvedimento prevede che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte con il sistema di etichettatura precedente anche per tenere conto della stagionatura.

Le nuove diciture

Le diciture utilizzate sono le seguenti: a) PAESE DI MUNGITURA: nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) PAESE DI CONDIZIONAMENTO O TRASFORMAZIONE: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte. Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, confezionato e trasformato nello  stesso Paese, si può utilizzare una sola dicitura, ad esempio: “ORIGINE DEL LATTE: ITALIA”. Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel  territorio di più Paesi, diversi dall’Italia, possono essere  utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: latte di Paesi UE (se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei); latte condizionato o trasformato in Paesi UE (se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei). Se le operazioni avvengono al di fuori dell’Unione europea, verrà  usata la dicitura “Paesi non UE”. Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.

Falsi made in Italy

«Con l’etichettatura di origine - sottolinea il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta». Si tratta  «di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella  la trasparenza».

Latte UHT: 2 confezioni su 3 già in regola

Due confezioni di latte UHT su 3 sono già in regola con la nuova etichetta di origine. Lo rileva Coldiretti, che ha ha raccolto i campioni di latte in vendita nei principali supermercati e negozi italiani. Con i nuovi obblighi 1,7 milioni di mucche da latte e 7 milioni di pecore e capre in Italia possono così mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt.  Secondo L’Ismea il  consumatore potrà conoscere l’origine delle materie prime di  un milione   di tonnellate di formaggi fra Dop e non Dop.

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