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«Sono molto innamorata della passione di Gabrielle»

Cinema/Mal di Pietre

ROMA La sensualità e l'animalità. Ci saranno entrambe nella passione e nell'approccio alla vita di Gabrielle che ha la faccia, il calore e lo slancio animalesco di una splendida Marion Cotillard, pazza di vita, pazza d'amore, pazza di libertà. Sintesi perfetta di tutto ciò per cui le donne dovevano combattere con le unghie e con i denti negli anni '50 e combattono ancora oggi. 

Per questo è attualissimo “Mal di Pietre”, ispirato al romanzo dell'italiana Milena Agus e tradotto in film (appena arrivato in sala) da Nicole Garcia che trasferisce nel Sud della Francia la storia della sognatrice Gabrielle che non può rassegnarsi a una vita già scritta, omologata e omologante.

Donne che raccontano donne. Anche dolorosamente. Come la Cotillard stessa confessa: «All'inizio non sapevo se accettare. C'era molto dolore da mettere in scena, oltre che scene di sesso molto esplicite. Poi però mi sono innamorata della storia, anche se mi sono presa un anno di riposo e Nicole mi ha aspettato».

Cosa l'ha convinta ad accettare?
Il fatto che non c'era solo la follia ma la sua passione, il suo vivere seguendo una sorta di istinto primordiale, qualcosa cui raramente ci si lascia andare. Una vera sfida.

Ha cercato dentro se stessa? 
Stavolta no, ho lavorato per innamorarmi del personaggio, cosa che io devo sempre fare: per me preparare un ruolo è avvicinarmi pian piano a un personaggio e affezionarmici. I tempi sono lenti come  quelli dell'innamoramento. 

Dal canto suo la regista giura che per questo ruolo voleva la Cotillard e nessun'altra: «Ha colto perfettamente il lato animale di Gabrielle - spiega  Nicole Garcia - oltre alla sua pazzia creativa. Non so chi altro sarebbe riuscito a farlo. Molti ameranno questa storia  sull’immaginazione, la sua forza e il potere che ha di guarire. Riguarda tutti». 

SILVIA DI PAOLA

 

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