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Una mobilità digitale

Traffico

Lo avevamo scritto su questo giornale qualche tempo fa. La tecnologia digitale sta modificando in maniera profonda e irreversibile il modo con cui i cittadini della grandi città (ma non solo) si spostano per le ragioni più diverse, studio, lavoro, svago. Una tendenza ineluttabile, confermata da uno studio globale effettuato da Kantar Tns per Le Bipe (che nel 2008 ha fondato il World Mobility Observatory). Sentite qua: nel mondo, il 75% dei cittadini urbani connessi sta attualmente utilizzando le app per organizzare o guidare i propri spostamenti (78% dei cittadini milanesi). Ancora: A Milano il 22% degli intervistati oggi guida meno di quanto facesse sei mesi fa (dato che sale al 29% a Shanghai, al 34% a Parigi, al 37% a San Paolo, al 43% a Mumbai e al 24% a New York) ed un terzo delle persone che non sono proprietarie di un’automobile sostiene che il possesso di un’auto sia una scocciatura costosa più che la rappresentazione di successo e status che aveva un tempo.  Non solo: il 22% delle persone ha adottato servizi di condivisione, il 13% li utilizza in modo regolare. Chiamatela, se volete, rivoluzione.

Scrivono i ricercatori di Kantar Tns: “Gli ingorghi stradali sono un’ulteriore barriera all’uso delle auto private in città, dal momento che l’88% dei cittadini ha ancora bisogno di spostarsi da un luogo ad un altro per le attività giornaliere, di solito “all’ora di punta’’. In generale, il15% dei non-possessori di auto a Milano dichiara essere questo il motivo per cui non ne possiede una, dato che sale al 40% a New York (media del 22% nel mondo urbano analizzato). Ma in un mondo in cui si prevede che dal 2050, il 70% della popolazione globale vivrà nelle città, è il valore della connettività ad avere un forte impatto su come le persone scelgono di spostarsi, più che gli aspetti negativi dell’utilizzo delle automobili private”. Chiaro? Le persone scelgono sempre più spesso modalità diverse dall’uso dell’auto privata per spostarsi. E la colpa è del traffico. Meglio le auto in condivisione, meglio, in moltissimi casi, i servizi di trasporto pubblico. Ma comunque, in ogni caso, è la “digitalizzazione” della mobilità la strada del futuro, per spendere meno, arrivare prima, ridurre il carico di stress. È così in tutto il mondo. Lo smartphone è già il migliore amico dell’uomo che prende un autobus o si sposta con la propria automobile.

SAMUEL SED PIAZZA

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