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La “Terra” senza confini sulle note di Vasco Brondi

Milano/Musica

MILANO È uno degli artisti di punta della nuova scena indipendente made in Italy. Si chiama Vasco Brondi, ma tutti lo conoscono col suo bizzarro nome d’arte, Le Luci della Centrale Elettrica, con cui il cantautore ferrarese s’è distinto per una vena compositiva ironica, rabbiosa e intensa.

Nel suo curriculum ci sono riconoscimenti importanti, come la Targa per l’opera prima al Premio Tenco 2008 per “Canzoni da Spiaggia Deturpata”. Senza contare le tante copertine delle riviste specializzate e il seguito crescente di fan ai concerti. 

Dopo il fortunato esordio sono arrivati album come “Per ora la chiameremo felicità” e “Costellazioni”, fino al più recente “Terra”, stasera al centro del concerto all'Alcatraz (ore 21, euro 17.25): «È un disco etnico ma di un'etnia immaginaria (o per meglio dire “nuova”) che è quella italiana di adesso – spiega - in cui stanno assieme la musica balcanica e i tamburi africani, le melodie arabe e quelle popolari italiane, le distorsioni e i canti religiosi, storie di fughe e di ritorni».

Con lui suonerà una band di quattro musicisti, in apertura Flavio Giurato, Marianne Mirage e Colombre

«Mi piaceva l’idea di non essere in dieci su un palco o di avere delle basi, ma di essere in pochi e molto esposti, suonando tutto in quel momento», conclude Brondi. 

In alternativa al Blue Note arriva la pianista jazz giapponese Chihiro Yamanaka, mentre a Mare culturale urbano ritroveremo le sonorità indie di Santelena e The Castillos e al John Barleycorn suonerà la Brouzet Blues Band

Allo Spirit de Milan sbarca il recital dei Duperdu, mentre alla Salumeria della Musica verrà presentato il disco d'esordio di Elephant Claps

DIEGO PERUGINI

 

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