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Al centro della scena resta l'agnello

Maurizio Guandalini

'O Animale. L'aggettivo tenero e lieve usato da Mr. Trump verso l'Assad di Siria. 'O Animale, quello della barberia del pelo contro pelo, in servizio permanente, l'icona delle prossime festività pasquali, qui, da noi, nella terra del tricolore verde, bianco, rosso. Si è presentata all'appello pure la Presidente della Camera, onorevole Boldrini, annunciando, verso telecamera, l'adozione dell'Animale. Due agnellini. Li ha salvati dalla macellazione, ha detto con tono da Madonna delle Grazie.  Come nonno Berlusconi. Con una differenza. Aguzzate la vista: il sommo di Arcore  li allatta pure. Gli agnellini. Da presidente imprenditore a presidente allevatore, turnover  professionale dopo che il Milan se lo sono presi i cinesi. Mentre Renzi, finito il tempo del buonismo, muscolare alla Nando Moriconi, la carne, la magna, 'm'hai provocato e io ti distruggo': guai chi gli tocca la fiorentina. E a Pasqua giù con l'abbacchio in pole di portata. Giust'appunto per tradizione, poco poco, piano piano, chi avesse perso qualche passaggio del decalogo sulla rottamazione. Ca va sans dire.  Si sa, ci vuole coraggio a scansare dalla vista quello che si fa da sempre, soprattutto se con il marchio della 'cosa buona e giusta'. Come a Taiwan, dove in pieno spinning ormonale hanno imboccato la svolta storica di una vita: vietato mangiare cane di gatto e di cane. E' il primo paese asiatico che va controcorrente rispetto alla consuetudine di lignaggio. Il Capo di Stato è un amante, à la carte, di cani e gatti. Li ha usati a piene mani, fuori vivande,  durante la campagna elettorale. Si sa, l'amore va a braccetto con  gli interessi alti della politica. Vero, Cavaliere? Chissà se la protezione animali pasquale avrà qualcosa da ridire agli abitanti di Schivenoglia, nel mantovano, terra affollatissima di suini, dove è nato il comitato contro i troppi maiali, ventimila per mille abitanti.  Riusciranno quelli della Lana Merino  a suggerire una alternativa alla macellazione, per grande traffico, anche la domenica?  Di Pasqua. E se, poi, monta la polemica o lo sciopero come nei grandi magazzini, al grido 'santificare le feste'? Che si fa. Almeno pagatici di più, dicono i dipendenti. Giusto, così, per saltare a piè pari il nervo ideologico di passare le feste con la famiglia. In attesa che il Ministro Padoan esca dalla via crucis del tecnico, come si definisce lui, fedele ai parametri di Bruxelles, e comprenda che solo con salari più alti – che non vuol dire bollette della luce o benzina strafatte di obesi ammennicoli sul totale da pagare – si prendono più ovi, colombe. E agnelli. Io e te, come nelle favole.

Maurizio Guandalini
Economista e giornalista

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