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“Lasciati andare”, Toni Servillo

Cinema/Lasciati andare

ROMA Tutto ciò che tocca diventa oro. Di quanti attori può dirsi? Di Toni Servillo di sicuro. E anche qui in un'inedita versione comica e impacciata, grassa e antipatica, sorprenderà. Di più: riuscirà a farsi amare anche se è uno psicoanalista tirchio e algido, snob e anaffettivo, ripetitivo e noioso. Almeno finché non si imbatte nella solita giovane donna confusa ma travolgente, nientemeno che una personal trainer, che fa scattare l'effetto bomba. Dopo, nulla sarà più come prima.

Intanto, però lo psicoanalista Servillo dovrà rispondere all'imperativo del titolo del film di Francesco Amato (da oggi in sala con Servillo affiancato da Carla Signoris e Veronica Echegui) e cioé “Lasciati andare”.

Ma che cosa significa per Servillo? «Che nella vita serve il professionismo ma anche un po' di abbandono e la disponibilità ad accettare l'imprevedibilità da cui, in ogni caso, non si scappa. Il film suggerisce che bisogna sempre accettare che tutto è cambiamento. Cercavo un ruolo comico da molto e si era sparsa la voce». Così l'attore che, intanto, si prepara a vestire i panni di Silvio Berlusconi diretto da Paolo Sorrentino. 

SILVIA DI PAOLA

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