Spettacoli

«Se ti sfiora la morte poi ti senti più viva»

Cinema/Personal Shopper

ROMA E riecco Kristen Stewart, stavolta affaccendata come personal shopper della solita star di turno. Ma, stavolta, lei, la “Personal Shopper” cui allude il titolo del film di Olivier Assayas, premiato a Cannes e da oggi in sala, è in cerca di altro. Non di riflettori e vestiti ma del fratello gemello che è morto e che lei percepisce da qualche parte. 

Come presenterebbe questo film agli spettatori? 
Direi che è un film di genere ma che non somiglia a nessun film con questi temi. È un film che sceglie di non spaventarci con i fantasmi ma ci offre invece una riflessione profonda sulla realtà, un film che ci costringe a domandarci se siamo completamente soli o c'è qualcun'altro che non vediamo.

Considera questa la storia di un'emancipazione, di una rinascita? 
Certo, come spesso i momenti che seguono a grandi disastri e a traumi perché ti puoi sentire più viva se la morte ti sfiora.

È anche un film su ciò che brilla e si brucia... 
La cornice è il mondo della moda contemporanea ma potrebbe essere la Hollywood degli anni ‘30. Non so se le cose erano migliori o peggiori di adesso ma ci sono sempre state le persone  attratte da tutto ciò che brilla e brucia se ti avvicini.

Come ha lavorato sulla scelta degli abiti? 
Immaginando il personaggio con un look molto semplice e un po' androgino. Il suo aspetto riflette il suo amore/odio per il mondo della moda.

Ha confessato di aver avuto delle difficoltà sul set... 
Il mio personaggio, anche se sempre in mezzo alla gente, è solo e triste. È stato  impegnativo interpretarlo perché non potevo mai avere un vero rapporto con gli altri. Questa situazione mi ha fatto sprofondare in uno stato di angoscia. Mi ha salvato  la positività della troupe.

SILVIA DI PAOLA

 

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