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Il pomodoro hi-tech della contadina startupper

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Diceva che avrebbe fatto l’astronauta da grande, come molti bambini nel mondo. Ma con gli anni quel sogno ha deciso di farlo atterrare sulla terra, arrivando addirittura a lavorarla quella terra. Un lavoro eccellente che oggi di fatto lega tradizione e innovazione. E che si traduce in una coltivazione senza additivi, senza sostanze acceleranti, senza anticrittogamici, tutto biologico e soprattutto tecnologico.

L’astronauta mancata e oggi contadina startupper hi-tech si chiama Giorgia Pontetti, romana di nascita ma reatina d’adozione, ingegnere elettronico ed aerospaziale, innamorata della terra dei suoi nonni. Perché la storia di Giorgia inizia nella Capitale quarant’anni fa e prosegue in un appezzamento di terra della famiglia.

Il legame con il reatino è fortissimo: siamo sul lago del Salto, in provincia di Rieti, il più grande lago artificiale nel Lazio. Qui Giorgia ha deciso di mettere in piedi l’azienda agricola con annesso agriturismo Ferrari Farm: oggi produce e vende online prodotti agricoli biologici genuini, ottenuti grazie a tre serre ad alta tecnologia per coltivazioni idroponiche tutte computerizzate. Sono serre uniche nel loro genere, sigillate rispetto all'ambiente esterno e quindi permettono di coltivare ovunque. “Sono più pulite di una sala operatoria, completamente computerizzate e autonome”, precisa Giorgia. Siamo a Colle Cerqueto, tredici ettari tutti biologici. Oggi Giorgia si dedica alla coltivazione di un pomodoro intelligente, perché connesso nella serra in un microclima ideale. Nasce così il pomodoro senza nichel. “Ci rivolgiamo ad una nicchia di mercato del 20% di persone intolleranti al nichel. Vendiamo in Italia, in Inghilterra e in Germania”.

L’impresa di Giorgia sta arrivando al terzo anno di vita. “La strada è ancora in salita per farsi conoscere e raggiungere un pubblico sensibile a prodotti di alta qualità e di nicchia non destinati alla grande distribuzione, orientati a consumatori attenti e responsabili”. 

E dal campo hi-tech con la germinazione delle piante all’elettrodomestico Robot Farm di nuova generazione, ideato da Giorgia e dalla sua squadra di cervelloni. “Si installa come un normale elettrodomestico in versione anche da incasso: basta seminare e al resto pensa la macchina”. In fase di lancio in beta test ce ne sono dieci. Per il raccolto si dovrà aspettare qualche mese e si potranno poi raccogliere i frutti. Nel vero senso della parola.

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

 

 

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