Opinioni

E parlavamo di fisco amico

Maurizio Guandalini

Un Governo sospeso come il Gentiloni primo, può poco. Una manovrina nascondino per accontentare i brontosauri di Bruxelles e un programma economico per il 2017 frou-frou come quelle canotte bucherellate, entra la mano da una parte esce dall’altra. L’Italia ha la benzina più cara d’Europa. Tre volte quella  degli americani. Ogni litro di carburante un euro di imposte. Un soffocamento da accise (su sali, tabacchi, giochi), speedy gonzales quando sono da racimolare soldi alla svelta. Stesso metodo per denari freschi e sicuri.  E giù a  tasse sugli stipendi. Il nome e cognome è: cuneo fiscale.
L’Ocse è impietosa. 47,8% di gravame contro il 36% della media europea, per un single e 38,6% rispetto il 26,6% per una famiglia. Di contro, a questa doccia extralarge di prelievo corrisponde il caos della cittadella del fisco: 600 mila richieste di rottamazione di cartelle per 8 miliardi di euro.  21 milioni di italiani, uno su due, ha debiti con il fisco. Il 53% sotto i mille euro. E ancora: ci stanno 817 miliardi di euro che il fisco deve riscuotere ma per oltre la metà è una missione impossibile.  Un Governo, con il fiato lungo, risponde a questa valle di lacrime con una riforma del fisco. Perché non pensa male chi è convinto che si ricomincerà a respirare solo quando pagheremo meno imposte e tasse.

E’ tutto lì il giochetto da smontare. Dare con una mano e togliere con l’altra è un trucco nemmeno tra i più riusciti della prestidigitazione. Teorema principe: si pagheranno meno tasse quando le pagheranno tutti. O per lo meno la parte di coloro che oggi non le pagano. Le banche dati e gli incroci dei dati vanno bene. Però quel caos di cartelle e debito con lo Stato si livella, fino a scomparire, se c’è un’altra faccia del fisco. Il Ministro Padoan e la direttrice dell’Agenzia delle Entrate avevano parlato di Fisco Amico. Retorica. C’è una legge approvata dal Parlamento a marzo del 2014 che delegava il governo (che non ha fatto nulla) a introdurre norme volte a rafforzare il confronto tra Fisco e contribuenti nella fase di indagine e a subordinare le successive contestazioni all'esito di tale confronto. Confrontarsi con le Agenzie fiscali senza rivolgersi ad un giudice.  In una parola sola: i diritti del contribuente. Mettiamocelo in testa. Per prevenire la frode e l'evasione fiscale e per una più efficace riscossione delle imposte sono indispensabili  migliori relazioni con i contribuenti perché le buone pratiche amministrative e la riduzione degli errori del Fisco stimolano a pagare assicurando maggiore trasparenza su diritti e obblighi dei cittadini.

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