Spettacoli

«Quando il bebè in realtà è un boss”

Cinema/Baby Boss

ROMA  Che cosa può succedere quando arriva un nuovo bebè in casa? E se il nuovo bebè arriva in taxi, con tanto di giacca e cravatta e  ventiquattrore alla mano? Perché è a questo punto che la rivalità tra il nuovo arrivato e il fratellino maggiore si trasforma in alleanza: quando si  scopre che il nuovo arrivato, Baby Boss, altri non è che una spia in missione segreta e che solo lui potrà aiutarlo.

Eccolo, allora, “Baby Boss” che negli States ha battuto anche “La Bella e la Bestia” al botteghino e che dal 20 aprile approderà nelle nostre sale, ispirato al best seller  di Marla Frazee e firmato dal regista Tom McGrath (che ha già diretto i tre blockbuster di “Madagascar” di DreamWorks).

Lei giura di considerare questo cartoon una storia personalissima.Che significa?  
Quando ho letto il libro di Marla, mi ha catturato completamente. Non sapevo che fosse tanto popolare ma, come il cartone, parla di tutti noi e delle nostre famiglie. Mi ha fatto pensare alla mia infanzia e alle dinamiche della mia famiglia, scatenando subito la mia fantasia, immaginando quanto sarebbe stato bello trasformarlo in film. 

Si riflette nel cuore della storia? 
Molti ci si rifletteranno. Io l'ho fatto. Mio fratello ed io giocavamo molto, da piccoli, ma litigavamo come tutti i fratelli. Tuttavia i fratelli, da grandi, a volte, diventano amici intimi.Questo film è un omaggio affettuoso a mio fratello.

A questo si è ispirato oltre alle pagine del libro?
Mi sono ispirato alle tante cose che abbiamo fatto crescendo insieme. È ambientato in una piccola città e mescola insieme gli anni ‘60, ’70 e 80. Penso che molti genitori proveranno nostalgia vedendo questo film, perché è ricco di dettagli che ricorderanno loro l’infanzia. Il film è anche per loro. 

SILVIA DI PAOLA

 

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