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«Non mi sento un rapper, preferisco essere urban pop»

Roma/Musica

ROMA  «Anche se vivo a Milano da poco tempo, tornare a Roma è sempre una grande emozione. Vengo dal quartiere Val Melaina e nelle mie canzoni c'è sempre molto della Capitale e dei suoi abitanti. Da Roma è cominciato tutto e la considero sicuramente la mia casa». Parola di Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, uno dei nomi nuovi del rap italiano, in concerto venerdì alle 21 al Piper.

L'artista romano sarà sul palco con i brani del suo nuovo lavoro discografico, “Ragazzi Madre”, che racconta senza filtro e con grande lucidità i quartieri, le strade e la realtà della periferia.

«Ma i protagonisti sono i ragazzi, il pubblico. Parlo di loro, delle loro vite. Il disco è una piattaforma, parte da un’idea, da uno stato d'animo. È un muretto virtuale per tutti quelli che sono cresciuti da soli. Il mio ruolo è quello di un reporter urbano. E non parlo solo di quartieri - prosegue il rapper - ma delle situazioni. Di amici, famiglia, fratelli: la mia generazione ha i genitori assenti, i figli crescono da soli. Situazioni che ho vissuto a Roma, ma potrebbero valere anche per Bari o per Milano». 

A catturare l'attenzione di critica e pubblico sono state le sonorità innovative di Achille Lauro e una scrittura sempre in bilico fra reale e grottesco.

«Mi vedo fuori dal rap - prosegue - mi tengo fuori dai dissing che vanno tanto di moda. Non sopporto la trap. Urban pop è la definizione che sicuramente mi rappresenta al meglio, ma, in futuro potrei sperimentare ancora di più e spostare la direzione artistica verso altro».

STEFANO MILIONI

 

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