Spettacoli

«Comunicare con i morti per me è un’idea sublime»

Cinema/Planetarium

ROMA Due sorelle spiritiste, l'Europa degli anni Trenta che corre verso il precipizio, un produttore potente che vuole catturare gli spiriti sullo schermo e una valanga di microsentimenti e microdisagi di uomini e donne che cercano se stessi anche attraverso morti, spiriti, fantasmi e magie.

Natalie Portman è la sorella-guida che protegge la medium Lily Rose Depp e Louis Garrel un attore in cui si imbatte. A dirigerli c'è Rebecca Zlotowski in questo film dall'intrigante titolo “Planetarium”,  dal 13 al cinema.  

Una storia così in cui il cuore batte sullo spiritismo ma anche sulla magia del cinema, su cosa ha fatto riflettere Natalie Portman e Louis Garrel? 
Portman - Ho riflettuto sul fatto che è davvero un'idea sublime  e irragionevole quella di comunicare con il passato e con i morti. È una cosa che mi tocca profondamente per la dimensione spirituale che implica. Tanto più che vivendo in Europa durante le riprese, non smettevo di pensare ai cimiteri che ci sono dappertutto sotto le città.

Garrel -Per me  la vera magia è il cinema, di cui subisco la dimensione magica da quando ero bambino. Certo ora ne vedo tutta l'artificialità, però ancora oggi, ogni volta mi sembra di assistere a un gioco di prestigio che può ingannarti all'infinito. Il cinema, come lo spiritismo, riesce a farti credere a qualcosa che non esiste. 

E il fatto che a dirigere tutto questo sia una donna che cosa significa?  
Portman - Dico solo che in 25 anni di cinema questo è il primo lungometraggio in cui mi dirige una donna, se si esclude la Mira Nair del piccolo episodio di “New York, cI love you”. Questo prova quante barriere esistano ancora. Poi io credo che le donne raccontate bene al cinema sono poche perché per l'uomo spesso è difficile immaginare come sono davvero.

SILVIA DI PAOLA

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