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Allegri: “Il Barça? non mi fa paura”

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CALCIO Il gran giorno è arrivato. Quello di Juventus-Barcellona, andata dei quarti di finale di Champions: rivincita numero uno della finale del giugno 2015, con in palio la prosecuzione del sogno che la Signora insegue da oltre vent’anni. Allegri per l’occasione recupera Mandzukic, l’uomo che gli ha permesso di svoltare sul 4-2-3-1: non è poco, anzi è tantissimo. Possibile però che, viste le condizioni non ancora perfette del croato e tenuto conto di un certo Messi, nella linea a quattro difensiva trovi posto Asamoah al posto di Alex Sandro: per il resto, Cuadrado, Dybala e Higuain. Con la Joya che deve fare capire di essere davvero l’erede di Messi (ma occhio soprattutto a Neymar che comunque, lontano dal Camp Nou, non segna in Champions proprio dalla finale di due stagioni fa) e il Pipita chiamato a migliorare il proprio score contro in blaugrana: finora, soli tre gol in 18 presenze contro di loro. Sottomedia, decisamente. «Nessuna paura, rispetto sì», ha detto e ribadito Allegri. La cui truppa ha morale migliore di quello degli avversari, battuti a Malaga nell’ultimo turno di Liga e lontani dal Real Madrid nella lotta per il titolo. Di qua, invece, sei punti di margine sulla Roma e cammino quasi in discesa. La Signora è in corsa per il triplete, ecco: «Lavoriamo per vincere tutto», il pensiero del tecnico livornese. Vicino anche al prolungamento del contratto (almeno) fino al 2019, altro particolare che fa capire la serenità dell’ambiente. Il blaugrana  Luis Enrique ha invece già annunciato l’addio a fine stagione dal Barça. Può non contare nulla, o forse sì: la parola al campo.
DOMENICO LATAGLIATA

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