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Troppi colleghi “proni” davanti al M5S

L'Opinione/Silvestri

Diceva un vecchio e  discutibile “saggio”: «a parlar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca». Ecco, io non vorrei parlar male, soprattutto dei miei colleghi giornalisti ma, vedere quanti  si sono presentati al convegno di Ivrea su Casaleggio in posizione imbarazzatissimamente  prona, nonostante gli sberleffi e  gli attacchi portati alla categoria  in questi anni dal   M5S da lui fondato, beh, un po’ mi ha lasciato perplesso.

E non perché non dovessero essere presenti, anzi; se sono stati invitati e gli è stato permesso di lavorare e d’informare, vuol dire che i “giornalai”, qualche volta servono e non erano così  brutti, cattivi e inutili come sono stati spesso dipinti dagli esponenti più in vista di quel raggruppamento politico.

Non capisco, però, la nostra (mi ci metto anch’io) improvvisa acriticità verso chi deve ancora  dimostrare se non rispetto, almeno buona creanza nei confronti di coloro che fanno questo mestiere. I commenti asettici letti sui quotidiani e ascoltati in tv  a me hanno dato una sgradevole sensazione d’ipocrisia o, peggio, di baratto.

Un classico: «io non ringhio più, ma tu mi assicuri il mio osso quando sarai al governo». Spero di sbagliarmi, altrimenti mi toccherà  dar ragione alle parole del  vecchio saggio di cui sopra.

UMBERTO SILVESTRI
Giornalista e scrittore

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