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Piano rifiuti, il rebus dei tre nuovi impianti

Roma

ROMA Ridurre entro il 2021 la produzione di rifiuti annuali di 200 mila tonnellate, aumentare la raccolta differenziata dal 44% al 70% in cinque anni, realizzare nuovi impianti di riciclo e compostaggio e una nuova organizzazione di Ama, che avrà sue unità in ogni Municipio. Sono i punti principali del Piano per la riduzione e la gestione dei rifiuti (che la Giunta ha ribattezzato «materiali post-consumo») di Roma da qui al 2021, presentato ieri dalla sindaca Virginia Raggi con l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari e con il dg di Ama Stefano Bina.

Per il Piano verranno investiti fra i 300 e i 350 milioni di euro, «investimenti compresi nel piano finanziario tariffa, che tiene conto anche di una serie di risparmi derivanti dalla maggiore efficienza», ha spiegato il dg di Ama. Tra i punti previsti dal Piano - in parte già avviato - c’è il rinnovo di Ama Spa, che sta completando la due diligence. Il piano industriale sarà presentato a fine aprile.

Sono 12 le azioni e 5 i progetti da portare a termine nella legislatura capitolina, tra questi la Green Card per premiare i comportamenti virtuosi al programma contro lo spreco alimentare. La raccolta differenziata, che oggi riguarda quasi un milione di romani, sarà ampliata di 100 mila unità all’anno, a partire dal VI Municipio.

C’è poi il capitolo dei nuovi impianti da realizzare per trattare l’organico. Niente discariche o inceneritori, ma tre impianti che sorgeranno in altrettanti Municipi, in aree lontane da centri abitati. L’assessora ha spiegato di averli già individuati, ma non ha anticipato dove. Forse per evitare le sollevazioni dei residenti, che si verificano puntuali ogni qual volta viene ipotizzata la realizzazione di impianti di questo tipo.

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