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Lo statuto capitolino sul modello Rousseau

Roma

ROMA Una riforma che si propone di portare la democrazia diretta in Campidoglio. È l’auspicio della modifica allo statuto capitolino presentata ieri dall’assessora alla Roma Semplice Flavia Marzano, dal presidente della Commissione Riforme del Comune, Angelo Sturni, e dal deputato Riccardo Fraccaro, membro del gruppo di supporto M5s agli enti locali.

Una riforma che sarà votata in Giunta e che si fonda su quattro pilastri: petizioni online, referendum senza quorum, bilancio partecipato e delibere di iniziativa popolare. Opzioni che saranno possibili una volta modificato l’accesso al portale del Comune. «Vogliamo avviare il modello della piattaforma Rousseau anche sul sito di Roma Capitale» ha detto Angelo Sturni. Un accostamento che ha fatto insorgere l’opposizione, che teme una “colonizzazione” del modello Grillo su istituzioni pubbliche. Accuse respinte dall’assessora Marzano.

Intanto ieri Virginia Raggi ha incassato la fiducia della maggioranza (nella foto) al termine dell’assemblea capitolina straordinaria che aveva all’ordine del giorno la tenuta della Giunta dopo le indagini per abuso d’ufficio e falso nei confronti della sindaca e dopo l’arresto dell’ex capo del personale Raffaele Marra.

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