Spettacoli

Max Gazzè l’alchimista al Teatro dell’Opera

Max Gazzè/Musica

ROMA «Alchimia è un termine che arriva dal greco e significa fondere, che è quello che accade con la combinazione fra i due mondi musicali di “Alchemaya». Ma c’è di più: un vero e proprio concept che nasce dalla mia ricerca personale negli ultimi 20 anni su temi di storia, filosofia, fisica quantistica e dalla mia ricerca spirituale». Queste le parole di Max Gazzè, una delle firme più creative e innovative del panorama musicale italiano, per introdurre “Alchemaya”, progetto frutto di un lungo lavoro musicale, ma anche scenografico e letterario, che l’artista romano presenterà stasera alle 21 al Teatro dell’Opera.

Gazzè ha sviluppato la sua nuova produzione insieme al fratello Francesco e al pianista e direttore d’orchestra Clemente Ferrari, un lungo e certosino lavoro nato dagli approfondimenti esoterici da lui condotti negli ultimi 20 anni. Sul palco ci sarà la Bohemian Symphony Orchestra di Praga,  50 elementi fulcro di questo lavoro che Gazzè definisce «sintonico», termine che indica l’incontro piuttosto singolare fra la musica sinfonica e quella dei sintetizzatori.
Il concerto, presentato in anteprima sabato scorso a Spoleto, si divide in due parti. La prima è dedicata all’esecuzione di “Alchemaya”, la seconda  alla rilettura di classici del repertorio di Gazzè, riarrangiati nella nuova veste classico-elettronica. (Info: 06-481601).

 

STEFANO MILIONI

Articoli Correlati
Spettacoli