Fatti&Storie

GTT, cinque indagati ballano 70 milioni

TORINO

CITTA'  Falso in bilancio. Questa l’accusa che la procura di Torino contesta ai cinque componenti del consiglio di amministrazione del Gruppo Trasporti Torinesi nell’ambito dell’inchiesta, partita lo scorso novembre, sui disallineamenti tra i rendiconti dell’azienda di trasporti e quelli di Palazzo Civico.
L’indagine, coordinata dai pubblici ministeri Ciro Santoriello e Marco Gianoglio, prende in esame i bilanci del triennio 2013-2015 e evidenzia un falso in bilancio del valore di oltre 70 milioni di euro. Gli avvisi di garanzia stanno per partire e la prossima settimana potrebbero essere già fissati i primi interrogatori, a cominciare da quello dell’attuale presidente di Gtt, Walter Ceresa. A seguire gli altri componenti del cda che sono stati in carica nel periodo in contestazione. Il falso il bilancio riguarda più voci. Una delle più corpose è rappresentata dai venti milioni di credito vantati da Gtt nei confronti del Comune per interessi rivalutati. Nel 2014 una nuova normativa europea aveva cambiato le regole dei tassi da applicare agli enti pubblici, parificandoli a quelli privati: sulla base di questo la società di trasporti aveva modificato in maniera unilaterale la cifra dei crediti vantati. Non solo. Tra i capitoli in contestazione c’è un parte dei 39 milioni di fatture emesse dalla società di corso Turati per servizi aggiuntivi extra contratto e non riconosciute da Palazzo Civico. Un altro disallineamento è rappresentato da crediti vantati da Gtt per la gestione della metropolitana nel tratto compreso tra Porta Nuova e il Lingotto.
SIMONA LORENZETTI

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